Parlamento europeoGiornata decisiva, quella di ieri per i deputati del Parlamento europeo, nuovamente chiamati ad esprimersi sulla riforma della direttiva copyright. “Un voto importante – spiegato l’eurodeputata Silvia Costa (Pd) – perché abbiamo l’occasione di rendere finalmente possibile l’aggiornamento di una normativa del 2001, concepita 17 anni fa per uno scenario completamente diverso in cui non esistevano quelle piattaforme online che oggi lucrano utilizzando i contenuti culturali e creativi dei nostri autori e giornalisti”.

“Si tratta dell’ultima opportunità per questa legislatura di approvare un testo che tenga in considerazione, nel nuovo contesto digitale, debite garanzie per i detentori di diritti d’autore, i professionisti e creatori di contenuti, grazie a nuove certezze giuridiche che potranno finalmente assicurare il giusto riconoscimento per il lavoro intellettuale a fronte degli enormi ricavi e degli interessi dei colossi del web e garantire cosi la sopravvivenza dell’industria culturale e creativa che vale 509 miliardi di euro all’anno e che dà lavoro a circa 12 milioni di persone in Europa”.

“E’ una battaglia per la democrazia e per la salvaguardia della diversità culturale, la nostra, al contrario di quanto affermato nella massiccia campagna di disinformazione portata avanti dalle piattaforme web. Regolare i rapporti tra grandi piattaforme e detentori dei diritti non è censura , superare l’attuale oligopolio del mercato digitale non è riduzione dei diritti e delle libertà degli utenti,ma dà loro certezza giuridica e amplia l’accesso in ambito educativo, culturale e di ricerca”.

“Per questo la delegazione Pd al Parlamento europeo ha deciso di sostenere la proposta del relatore Voss”.

Leggi anche:

Copyright, Costa (Pd): Grande vittoria dell’Europa

Copyright, Gesac: Voto schiacciante sulla Direttiva al Parlamento europeo

Copyright, Mogol (Siae): oggi la cultura ha vinto sui soldi

Copyright, il Parlamento europeo adotta la sua proposta di riforma

Copyright, Vacca (M5S): durissimo colpo a libertà rete, persa una grande occasione

Rispondi