Mibac Bonisoli cultura sistema museale nazionale restauratoriAgCult, all’indomani dell’annuncio da parte del ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli di voler procedere a un nuovo concorso già nel 2019 per il suo ministero, ha ricevuto una lettera che ricostruisce la vicenda dei Funzionari Restauratori che hanno partecipato al Concorso del 2016 indetto dall’allora ministro Dario Franceschini e che attendono ancora la pubblicazione della graduatoria. Ad oggi, tutti i vincitori di quel concorso sono stati assunti e vi è stato un recente scorrimento di graduatorie per gli idonei di tutti i profili, tranne che per i Funzionari Restauratore, per i quali, appunto, dal 2017 non è stata neanche pubblicata la graduatoria.

Le soprintendenze, i musei, il ministero hanno sicuramente bisogno dei funzionari restauratori, di professionisti che possano controllare e conservare adeguatamente il nostro patrimonio artistico. Specialmente ora che i fatti di cronaca ci ricordano la necessità di una cura competente e costante del nostro patrimonio culturale.

È per questo che AgCult ha deciso di dare spazio alla lettera della dott.ssa Alessia Zaccaria, restauratrice di opere d’arte, affinché venga chiarita la posizione “di 171 laureati e professionisti del settore che hanno fatto e stanno facendo numerosi sacrifici”.

Per i restauratori, poi, manca ancora un elenco professionale al fine di stabilire chi possa o meno esercitare la professione. Un elenco annunciato a fine maggio 2018 ma che ancora non è stato pubblicato.

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA:

“Il giorno 30 Agosto 2018 crolla il tetto della chiesa di San Giuseppe dei falegnami a Roma. Un restauro terminato pressappoco 4 anni fa, un lasso di tempo troppo breve perché sia giustificato un crollo di questa entità, senza contare che nella progettazione dei restauri — per legge — deve essere indicato anche un piano di manutenzione perché disastri del genere non debbano verificarsi mai. Ciò che è successo è dovuto principalmente alla carenza in organico Mibac di tecnici specializzati che possano controllare la qualità dei materiali impiegati per il restauro e la bontà dei progetti presentati in fase di gara d’appalto. Il Ministro è apparso scosso e indignato per quanto è accaduto, e ha dato il via a riunioni con i rappresentanti delle soprintendenze (giorno 5 Settembre) e rappresentanti sindacali (giorno 6 Settembre) riunioni attraverso le quali ha illustrato il suo programma e il suo punto di vista votato al ‘pragmatismo’ e alla ‘trasparenza’”.

“Il Ministro ha giustamente sottolineato la carenza in organico di personale qualificato, e ha profetizzato la pubblicazione di numerosi bandi di concorso, il primo a partire proprio dal prossimo anno”.

“Leggendo il resoconto dei sindacati la nostra categoria non può non indignarsi poiché non si fa alcuna menzione della figura del restauratore, sia come elenco professionale, sia come funzionari della pubblica amministrazione. Ma procediamo con ordine”.

L’ELENCO PROFESSIONALE DEI RESTAURATORI

“Sono quasi 10 anni che alla nostra categoria è stato promesso, in attuazione dell’art. 29 del D.Lgs 42/2004 (meglio noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio) un elenco professionale al fine di stabilire chi possa o meno esercitare la professione, e mettere fine all’esistenza di restauratori improvvisati che rovinano irreversibilmente il nostro patrimonio artistico. Dopo numerosi rinvii (di 6 mesi in 6 mesi e di anno in anno) si è finalmente giunti alla fine dei lavori nel 31 Maggio 2018, quando un Ministero trionfante riunì i sindacati e decretò la fine di un’era di attese e promise la pubblicazione dell’elenco “in tempi brevi”. Ad oggi, giorno 6 settembre 2018 l’elenco non è stato ancora pubblicato”.

INDIZIONE DEL CONCORSO DEL 2016

“Contestualmente ai numerosi rinvii è stato pubblicato ad Aprile 2016 un bando di concorso “Mibact 500 per la cultura” dove furono messi a concorso 80 posti in tutta Italia per il profilo di funzionario restauratore. Il bando prevedeva in totale 500 posti eventualmente da raddoppiare nel corso dei 3 anni in cui le graduatorie degli idonei dei vari profili sarebbero rimaste in vigore per gli scorrimenti. Tra le varie figure erano richiesti: Antropologi, demoetnoantropologi, funzionari di promozione e comunicazione, storici dell’arte, architetti, archeologi, archivisti e bibliotecari. Il bando relativo al profilo Funzionario Restauratore aveva già dall’inizio una forte incongruenza: veniva richiesto il possesso della qualifica di restauratore ex articolo 29 o ex art 182 del D.Lgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) al momento della domanda di partecipazione ossia la qualifica doveva essere stata ottenuta entro il giugno 2016 (all’epoca era la data in cui era prevista la fine dei lavori del ministero e la pubblicazione dell’elenco suddetto)”.

QUANDO NASCONO I PROBLEMI

“I problemi sono nati dal momento in cui la commissione interministeriale che si occupava della verifica dei requisiti e della compilazione dell’elenco ha chiesto una ulteriore proroga di 6 mesi, poi prorogatasi di un altro anno, poi prorogatasi per altri 3 mesi, in ultimo improrogabilmente rimandata al 31 maggio di quest’anno”.

LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

“I partecipanti affini al percorso formativo della sottoscritta, hanno partecipato senza riserva alcuna, possedendo i requisiti ex art.29 (restauratori che hanno conseguito il titolo con diploma di laurea dedicato, attuale classe magistrale a ciclo unico in conservazione e restauro dei BB.CC.); gli altri partecipanti hanno chiesto ed ottenuto con sentenza TAR di partecipare con riserva, possedendo solo potenzialmente il titolo di restauratore ex Art.182 (per anni di lavoro, o percorsi formativi antecedenti all’istituzione della classe magistrale a ciclo unico associati ad anni di lavoro, ecc.)”.

“Il concorso è partito con una prova preselettiva il giorno 3 agosto 2016. Ha subito una battuta di arresto fino a Febbraio 2017 (poiché la commissione che doveva preparare le prove scritte e convalidare la lista dei partecipanti al concorso ha atteso un parere dell’allora Mibact per procedere con la pubblicazione della lista degli idonei), i candidati hanno sostenuto le 2 prove scritte a metà Marzo 2017. La correzione dei compiti è durata quasi 8 mesi, gli orali si sono infatti svolti nel mese di Novembre 2017, concludendosi il giorno 23”.

CHE FINE HANNO FATTO I RESTAURATORI?

“Da allora si sono perse le tracce di qualunque comunicazione ufficiale”.

“Gli altri profili hanno avuto le prime assunzioni già nel mese di Maggio 2017 (antropologi); gli ultimi sono stati gli archivisti, assunti nel mese di marzo 2018. Il primo settembre hanno firmato e preso servizio anche buona parte degli idonei in scorrimento delle graduatorie di molti profili tra cui: funzionari promozione e comunicazione, architetti, archivisti, storici dell’arte, archeologi”.

“Si comprende come, in una giornata come questa, quando il ministro parla di nuove assunzioni concorsi da indire già nel 2019, di scorrimenti di graduatoria per gli ultimi idonei rimasti, noi presunti futuri funzionari Restauratori ci sentiamo messi da parte, dimenticati, poiché oggi non si è fatta menzione dell’unico profilo di funzionari che la graduatoria non se l’è mai vista pubblicare”.

CI HANNO LASCIATI SOLI

“Le associazioni di categoria sono tutte votate alla pressione mediatica per la pubblicazione dell’elenco ufficiale dei restauratori, per cui 171 utenti (che tra l’altro in un futuro prossimo oltre ad aver riconosciuto il titolo si ritroveranno anche un invidiatissimo contratto a tempo indeterminato) non sono certamente di rilievo alcuno, e non val la pena di farsene carico”.

“Ci hanno lasciati soli, eppure molti di noi si trovano sospesi in un limbo, non sapendo come ma soprattutto quando saranno chiamati a lavorare. La nostra è una repubblica fondata sul lavoro (arti Cost.), la nostra Repubblica riconosce e promuove la cultura, tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della nazione (art.9 Cost.), è vergognoso come si stiano violando i principi fondamentali della nostra Costituzione, gli stessi che ci hanno fatto studiare a ripetizione, per 2 anni, per poter avere la possibilità di realizzarci professionalmente all’interno della Pubblica Amministrazione”.

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