“Sembra un cuore quello laggiù. Figlio mio, quella è Norcia…”. Inizia così il racconto di Alessandra, 21enne nursina che ha vinto il concorso nazionale di narrativa breve “Animus Loci: tracce d’Europa nel cuore d’Italia”, lanciato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Alessandra ha raccontato la sua città – uno dei luoghi simbolo della cultura europea – ferita dal terremoto del 2016, ed è stata premiata il 15 settembre a Norcia, durante l’iniziativa “Dialoghi con la cittadinanza”, promossa dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in collaborazione con il Comune di Norcia e l’Associazione Kora. Restare, ricostruire e sostenere sono stati i tre verbi al centro del dibattito che ha visto protagonisti, oltre al sindaco di Norcia Nicola Alemanno, il vicepresidente del Parlamento europeo, David Sassoli, le eurodeputate Silvia Costa e Laura Agea, e Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. L’Europa si è incontrata a Norcia, sotto il monumento del patrono San Benedetto, per parlare di ricostruzione e futuro. Presenti anche i giovani volontari del Corpo europeo di solidarietà.

COSTRUIRE UN’EUROPA DEI CITTADINI

In Europa “abbiamo Paesi con una grandissima storia che in realtà è una storia che si intreccia. Letteratura, poesia, pittura, musica: ci sono Paesi che hanno influenzato la storia degli altri ed ecco perché il patrimonio culturale delle nazioni è patrimonio europeo”, ha detto ad AgCult David Sassoli. Questo, secondo Sassoli, “è il punto di forza per superare le frontiere e fare in modo che ci sia una cittadinanza europea”. Ma la cittadinanza “senza cultura è solo burocrazia – ha sottolineato il vicepresidente del Parlamento europeo – e invece noi abbiamo qualcosa in più, i nostri valori nazionali sono anche valori degli altri”. Ecco quindi che “l’idea di costruire un’Europa dei cittadini è la prospettiva del futuro. Certo, dobbiamo mettere insieme tante sensibilità e interessi, ma la prospettiva è chiara – ha proseguito Sassoli -. L’Europa può avere una cittadinanza comune e se l’avrà sarà più forte, si saprà far valere meglio nel mondo, avrà la capacità per competere con gli altri e fare una cosa che gli altri non fanno: mettere al centro i valori, che non sono solo quelli economici, ma sono valori che valgono perché al centro del nostro interesse c’è la persona umana, c’è la comunità, c’è il valore della libertà, della democrazia, della dignità e della solidarietà. I diritti fondamentali dell’Europa sono un nostro punto di forza”.

CITTADINANZA EUROPEA ED EDUCAZIONE ALLA BELLEZZA

“In un momento in cui l’Europa è così divisa e si arriva a dire che l’identità è contro un’altra identità, il patrimonio è una metafora dell’unità nella diversità – ha affermato ad AgCult Silvia Costa -. In questo senso l’educazione alla bellezza e alla consapevolezza di che cos’è il patrimonio culturale, materiale e immateriale, fa parte della crescita del senso di cittadinanza europea”. Secondo l’eurodeputata, l’educazione al patrimonio culturale deve delinearsi come “un’opportunità che si dà, a giovani e meno giovani, di conoscere, di partecipare e di potersi esprimere culturalmente”. “Senza educazione al patrimonio e consapevolezza non c’è tutela – ha sottolineato Costa -. Il patrimonio unisce pur nella diversità culturale perché aiuta a dare valore alla relazione tra comunità e il suo patrimonio”. Vale per Norcia (“Qui la cittadinanza si è sentita ancora più unita attraverso i suoi simboli”, ha detto l’europarlamentare) ma vale anche per la distruzione intenzionale del patrimonio in Medioriente: “Questo è un crimine contro l’umanità perché il patrimonio esprime umanità ed è un bene universale”, ha concluso Costa.

ANIMUS LOCI: CELEBRARE LO SPIRITO DEI LUOGHI

“Il patrimonio europeo è il nostro modo di toccare con mano la nostra cultura comune, che ha radici profonde e che è sempre stata cultura di popoli diversi che sono riusciti a creare insieme delle cose di una bellezza straordinaria – ha detto ad AgCult Beatrice Covassi -. Per questo è importante valorizzarlo e sostenerlo, ed è quello che stanno facendo i fondi europei, in particolare il Fondo per gli investimenti strategici”. Secondo Covassi è necessario “far capire ai cittadini che tutto questo non è solo il passato, ma è il nostro futuro. E’ un modo per viverla l’Europa, per sentirsi europei e per guardare a quello che dobbiamo costruire insieme come un bagaglio di radici comuni che però ci deve proiettare in un futuro comune”. Simbolo di questo patrimonio comune è la Basilica di San Benedetto ed è per questo, ha ricordato il Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, “il presidente Juncker ha deciso di finanziare la ricostruzione”.

San Benedetto “ha avuto la fondamentale ispirazione di trasmettere nei suoi monasteri i saperi dell’epoca, non solo la cultura religiosa ma anche quello che oggi chiameremmo il know how e cioè la medicina, le arti, la scienza, e quindi riuscire a creare, in un’epoca storica in cui non esisteva internet, una rete che ha preservato il cuore della cultura occidentale che tuttora ci accomuna. L’Animus loci, lo spirito dei luoghi, è quello che siamo venuti a celebrare qui – ha concluso Covassi -. Perché i luoghi raccontano sempre una storia, fanno parte della nostra identità più profonda ed è importante viverli come comunità”.

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