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Scade il 30 settembre il termine per la presentazione delle domande di accesso al Fondo per il diritto di prestito per il 2017. Possono presentare domanda le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative di autori, editori, produttori, artisti, interpreti ed esecutori. Il compenso per il diritto di prestito previsto dal Fondo è, infatti, riferito agli esemplari a stampa, ai fonogrammi e ai videogrammi prestati dalle biblioteche e dalle discoteche dello Stato e degli enti pubblici. Non sono ricompresi i prestiti delle biblioteche delle università e delle scuole di ogni ordine e grado.

L’avviso è stato pubblicato dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali del Mibac, competente in materia di attuazione della normativa sul diritto d’autore per quanto riguarda le riproduzioni in fotocopia.

Le domande, specifica l’avviso, dovranno essere corredate anche dall’ultimo bilancio dell’Associazione. Questo in base alle modifiche apportate dal decreto ministeriale del 27 luglio 2017. Il decreto aveva definito i criteri per l’ottimizzazione delle procedure di gestione dei fondi ripartiti.

IL FONDO PER IL DIRITTO DI PRESTITO

Il Fondo per il diritto di prestito pubblico è stato istituito con decreto legge n. 262/2006, recependo la direttiva europea 92/100/CEE del 19 novembre 1992. La direttiva seguiva il fine di assicurare la remunerazione del prestito eseguito dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici.

Il Fondo è ripartito dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE). Gli indirizzi di ripartizione sono stabiliti dal Ministro dei Beni culturali, sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e le associazioni di categoria interessate.

Diversi sono i decreti intervenuti a definire le caratteristiche del Fondo e a stabilirne le modalità di ripartizione. Tra tutti, il decreto 27 luglio 2017 che ha rinnovato le modalità di accesso, utilizzazione e rendicontazione del Fondo.

RIPARTIZIONE DEL FONDO

Il contributo annuale viene ripartito per l’83% a favore di opere a stampa e audiolibri e per il 5% a favore di fonogrammi. Ai videogrammi viene riservato il 12%. In riferimento a queste percentuali, sono fissate per ogni ambito le quote per gli aventi diritto alla ripartizione. Per le opere a stampa, una quota del 50% degli stanziamenti va rispettivamente ad autori ed editori. Per i fonogrammi, il contributo è ripartito per il 30% agli autori, per il 30% agli editori, per il 20% ai produttori e per i restanti 20% agli artisti interpreti o esecutori. Infine, per i fotogrammi, il 30% si assegna agli autori, un altro 30% agli editori mentre produttori originali di opere audiovisive ed artisti interpreti o esecutori ricevono rispettivamente il 20%.

Le quote corrisposte potranno essere utilizzate per vari scopi. Tra questi, si segnalano il finanziamento di attività di promozione e sostegno di autori, traduttori, artisti, interpreti ed esecutori e iniziative volte a promuovere attività di conoscenza del diritto d’Autore e al rispetto della legalità. I contributi possono essere anche utilizzati per il sostegno a biblioteche e mediateche pubbliche e per il sostegno della lettura, dell’audiovisivo, del cinema e della musica. Le attività citate dai decreti riguardanti il Fondo, come specificato dagli stessi, sono elencate “a titolo esemplificativo”. È, infatti, possibile concordare con l’Amministrazione può concordare altre attività da autorizzare.

Approfondimenti:

Avviso relativo alla presentazione delle domande di accesso

DM 27 luglio 2017

3 Comments

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