Mibac Bonisoli cultura sistema museale nazionale restauratoriIl ministero dei Beni culturali renda noto a quale livello di attuazione si può considerare oggi la riforma del Mibac, quali siano i principali obiettivi raggiunti e le principali criticità riscontrate in corso di attuazione della riforma. E’ quanto chiede la deputata Chiara Gagnarli (M5S) in un’interrogazione indirizzata al Collegio Romano, nella quale sottolinea che la riforma “sta portando nelle regioni alla costituzione di nuove strutture e ad accorpamenti senza criterio, con competenze totalmente diverse, che stanno minando la stessa funzionalità istituzionale”.

In Toscana, spiega, “la ex Soprintendenza ai beni storici artistici di Firenze è stata ripartita in tre strutture dirigenziali, di cui una guidata da un dirigente generale (Uffizi) e due da un dirigente non generale (Accademia e Bargello). Inoltre, è stato creato il Polo museale toscano, struttura dirigenziale non generale, a cui sono stati trasferiti i vari musei, laboratori di restauro e la quasi totalità delle aree archeologiche, con vari decreti ministeriali”. Alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, è stata accorpata la ex Soprintendenza di Arezzo, “sacrificata per mero interesse politico, benché ricchissima di patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico”.

Quest’ultima struttura – aggiunge la deputata pentastellata – è soggetta a un continuo assottigliamento d’organico: gli archeologi preposti al territorio provinciale aretino erano cinque/sei, con l’accorpamento c’è un solo archeologo per tutta la provincia. Gli architetti aretini prima erano quattro per tutta la provincia, oggi coprono anche parte delle competenze territoriali delle altre due provincie, Siena e Grosseto. Diversi dipendenti in organico ad Arezzo hanno aderito alla mobilità verso il Polo museale toscano, in quanto garantiva la permanenza lavorativa nel territorio. L’organico prima della riforma era di circa cinquanta unità, oggi è meno di venticinque, e non è da escludere, vista la soglia di età di diversi lavoratori, un ulteriore assottigliamento.

Rispondi