Colosseo musei GuideOccorre avviare subito un tavolo tecnico per una nuova legge che regolamenti l’accesso alla professione di guida turistica e che sia frutto anche dell’esperienza dei professionisti del settore. Lo chiede l’Associazione Guide Turistiche Abilitate (AGTA) in una lettera indirizzata al Ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio e firmata dalla presidentessa Isabella Ruggiero. L’obiettivo dell’Associazione è quello di porre fine “a questo caos legislativo” e far sì che “l’accesso alla professione sia regolamentato”.

L’importante, prosegue la lettera, è che “l’urgenza di sbloccare la situazione e uscire dal pantano in cui tutti ci troviamo” non apra le porte a “soluzioni ‘rattoppate’, nel tentativo di chiudere le falle del sistema che continua a fare acqua da tutte le parti”. Di sicuro, spiegano, non si potrà ripartire dall’intesa raggiunta in Conferenza delle Regioni che, per l’AGTA, è già “cestinata”.

I DECRETI FRANCESCHINI

L’esperienza dei Decreti Franceschini, spiega l’AGTA, “ha dimostrato a tutti, se ce ne fosse stato bisogno, che il nostro settore non può andare avanti con interventi parziali, pensati e scritti male, facilmente impugnabili e annullabili. Tra i decreti e i ricorsi si sono persi tre anni, che sarebbero stati più che sufficienti a redigere ed approvare una legge, se ci fosse stata la volontà politica di farla”.

L’INTESA IN CONFERENZA DELLE REGIONI

L’Associazione sottolinea con fermezza poi che l’intesa raggiunta in Conferenza delle Regioni “è per noi cestinata e quel testo non utilizzabile in nessun modo”. E le guide non accetteranno “che si riprovi a far passare un testo che già lo scorso anno era stato pesantemente criticato e rigettato dalla maggioranza delle guide: un testo redatto senza mai consultare la categoria e che si voleva imporre dall’alto. Per quella intesa siamo scesi in piazza e indetto lo stato di agitazione a fine della scorsa legislatura”.

LE NUOVE GUIDE

Ma questa iniziativa non deve sembrare un’espressione di arroccamento e di difesa. “Non vogliamo bloccare l’accesso alla professione – assicura l’AGTA -. Siamo solidali con le migliaia di persone in attesa dei bandi e degli esami per l’abilitazione. Chi desidera intraprendere questo lavoro non può essere costretto a studiare i monumenti di una regione che non è la sua e in cui non ha nessuna intenzione di lavorare, solo perché è l’unica che indice un concorso; ed ha il diritto di sapere come, con quali prove e con che tempi potrà cercare di diventare guida. Faremo di tutto per rendere di nuovo possibile, al più presto, il rilascio regolare di abilitazioni in tutta Italia”.

“Sottolineiamo però la necessità che l’accesso sia regolamentato e che si ponga fine a questo caos legislativo. E contestiamo la validità di abilitazioni date in assenza di una legge al riguardo, tanto più se concesse in base a prove su uno specifico territorio ma con la pretesa che valgano su tutta la penisola”.

L’Associazione ricorda anche che “l’abilitazione, ancora prima che un titolo a tutela della guida, è una garanzia – un “marchio di qualità” – a difesa dei tour operator e dei turisti di tutto il mondo, che sono i fruitori finali. Abbassare il livello dell’abilitazione o renderla inutile significa non solo distruggere la professione, ma lasciare i visitatori nelle mani di chiunque si voglia improvvisare guida”.

DIFFERENZIARE TRA GUIDE E ACCOMPAGNATORI

Resta infine fondamentale per le guide turistiche che “l’accesso alla professione sia slegato da corsi privati, che possono essere influenzati dagli interessi economici di alcuni”. E, soprattutto, “la nuova legge dovrà tenere conto della differenza tra guida e accompagnatore, due figure che non solo sono sempre state differenziate in Italia, ma che sono distinte anche dalle norme europee. Entrambe risultano pesantemente danneggiate dalla 97/2013, che oltre alla figura della guida sta distruggendo anche il lavoro degli accompagnatori”.

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