Lampis PorroE’ stata inaugurata a Roma, presso la sede di Palazzo Altemps del Museo Nazionale Romano, l’installazione “Passi” dell’artista Alfredo Pirri, a cura di Ludovico Pratesi e di Alessandra Capodiferro.

L’installazione – allestita con i bozzetti preparatori dal 21 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 – crea una visione frammentata, produce una vertigine dello sguardo, un effetto caleidoscopio ma anche una sensazione di precarietà, provocando un suggestivo effetto di riflessione tra la volta della loggia, il cortile dell’aristocratica residenza e il cielo.

Sull’opera è posizionata una statua femminile panneggiata, proveniente dalla raccolta archeologica dei Principi Boncompagni Ludovisi ed esposta, sino ad oggi, nella residenza privata del Casino dell’Aurora a Roma.

“Un eccezionale prestito, segno di contaminazione e di continuità con la collezione permanente del Museo di Palazzo Altemps dedicata alla storia del collezionismo antiquario”, spiega Daniela Porro. La scultura porta con sé le tracce del giardino che la ospita da secoli, e dialoga così con l’altra loggia del Museo: quella dipinta con pergolati in trompe-l’œil e putti giocosi, dove sono esposti i ritratti dei dodici Cesari.

È da questi busti che si diffonde un imprevisto brusio di voci, quasi a commento dell’intervento dell’artista e della presenza della nuova statua. Il compositore e musicista Alvin Curran crea per questa occasione una spazializzazione di parole sussurrate, in latino e in italiano, che dà adito a un improvvisato scambio tra i personaggi di marmo.

Nel corso della serata si è svolto un happening di Pirri durante il quale ha avuto luogo una solo-performance di Alvin Curran dal titolo “Ancient Talking Heads”, come impronta e apertura al lavoro installativo.

Mentre l’artista frantumava il pavimento di specchi che ricopre interamente la loggia d’ingresso di Palazzo Altemps, Curran creava uno scambio acustico tra l’incrinarsi degli specchi, voci latine e il suono dello shofar.

Alla serata inaugurale erano presenti, oltre alla direttrice del Museo, Daniela Porro, il direttore generale Musei del Mibac, Antonio Lampis, e la direttrice generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio, Caterina Bon Valsassina.

Tra gli invitati, anche il ct della Nazionale di calcio, Roberto Mancini (amico dell’artista e grande collezionista delle sue opere) e l’attrice Francesca Reggiani.

PASSI

All’interno del percorso artistico di Alfredo Pirri (Cosenza, 1957), Passi costituisce un filone particolarmente felice che ha trovato altre occasioni in luoghi di notevole rilevanza simbolica come, fra gli altri: la Certosa di San Lorenzo a Padula (2003), il Foro di Cesare a Roma (2007), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna sempre a Roma (2011) e la Galleria dell’Accademia a Firenze (2012).

“Attraverso il gioco di riflessione provocato dalle superfici di specchi incrinati – spiega il curatore Ludovico Pratesi – ogni luogo che ha ospitato l’opera non si limita ad accoglierla, ma si trasforma nell’opera stessa, attraverso un gioco di rifrazioni che sembra frammentarne le coordinate spaziali, ma in realtà ne esalta l’identità”.

La capacità evocativa e simbolica del lavoro di Pirri viene ulteriormente sottolineata dalla serie di bozzetti preparatori dell’installazione, anch’essi esposti a Palazzo Altemps. Per i visitatori uno strumento per avvicinarsi alla genesi dell’opera stessa. Si tratta di disegni ad acquarello e tecnica mista, che interpretano in maniera libera il rapporto tra l’installazione e il Palazzo: attraverso un linguaggio espressivo, libero e ricco di suggestioni pittoriche nell’uso di Sali d’argento, lo stesso componente degli antichi specchi.

“L’intenzione è di creare uno spazio capace di generare una sorpresa visiva – aggiunge l’artista – per cui la consapevolezza di conoscere la storia e le materie con cui ci confrontiamo non è sufficiente a esaurire lo stupore che si genera in noi: siamo spettatori inermi del passato proiettati in un tempo a venire che si incrina sotto il nostro peso “.

Le immagini:

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