Esaminare i temi principali dell’Anno europeo del patrimonio culturale da una prospettiva internazionale. Con questo obiettivo si è svolto nell’aprile scorso l’International Perspectives Forum, organizzato a Bruxelles dalla Cultural Diplomacy Platform. Dal Forum – suddiviso in tre panel – sono emerse delle raccomandazioni che la piattaforma europea per la diplomazia culturale ha pubblicato nei giorni scorsi.

PATRIMONIO A RISCHIO: ATTENZIONE AI DATI

Dalla prima sessione, che riguardava la protezione del patrimonio culturale a rischio, è emersa la necessità di aumentare il trasferimento di conoscenze (attraverso una piattaforma/database di precedenti casi studio), di documentazione e di risorse nel lavoro preparatorio  e di un accesso paritario ai dati, alle risorse e al rafforzamento delle capacità. Il rafforzamento di un sistema multilaterale con più organizzazioni della società civile e più partenariati pubblico-privato nel campo del patrimonio culturale a rischio, è stato identificato come una delle esigenze fondamentali al fine di offrire partner forti all’UNESCO e all’UE per attuare progetti nei paesi colpiti.

Inoltre, il miglioramento dei dati sul traffico illecito dei beni culturali deve essere effettuato mediante metodi e strumenti investigativi che potrebbero essere utilizzati per ottenere dati solidi, sviluppare nuovi strumenti analitici e per comprendere meglio i flussi finanziari nel campo della criminalità organizzata e del terrorismo. Necessario sviluppare un deposito di oggetti digitali che sarà utilizzato dalle forze dell’ordine e dalle autorità doganali. È stato evidenziato che è essenziale creare un monitoraggio coerente dei mercati europei per i reperti e creare capacità nei paesi di origine dei reperti stessi per monitorare i mercati e rafforzare la collaborazione con le dogane e le forze dell’ordine. Aumentare le capacità – sviluppando più programmi universitari in Europa per quanto riguarda il patrimonio culturale a rischio – è considerata inoltre la chiave per creare una base di conoscenze per un settore emergente.

GOVERNANCE: RAFFORZARE I PROCESSI PARTECIPATIVI

Il secondo panel – che si focalizzava su impegno e governance partecipativa – ha identificato le esigenze di promozione delle politiche del patrimonio culturale basate sulla democrazia, la parità di genere, i diritti umani e l’integrazione del patrimonio culturale con lo sviluppo urbano sostenibile, coinvolgendo diverse comunità per la gestione del patrimonio. Essenziale è organizzare una pianificazione partecipativa: la Banca Mondiale è stata riconosciuta come un potenziale partner chiave per la creazione di forze congiunte e azioni relative all’approccio partecipativo. E’ stato sottolineato che per sviluppare processi partecipativi è necessario costruire fiducia tra i diversi stakeholder.

PUNTARE SULL’INNOVAZIONE: UNA SOLUZIONE TRASVERSALE

Il terzo gruppo di lavoro si occupava di innovazione nel patrimonio culturale e ha sviluppato raccomandazioni in varie direzioni. E’ stato richiesto di aprire maggiormente i programmi Horizon 2020 e Horizon Europe alle collaborazioni internazionali e coinvolgere di più il patrimonio culturale come parte della strategia diplomatica, al fine di trovare soluzioni a problemi comuni e considerare il patrimonio culturale come una risorsa per lo sviluppo sociale, economico e ambientale. Necessario, inoltre, promuovere la ricerca e l’istruzione nell’uso innovativo del patrimonio culturale materiale, immateriale, naturale e digitale per la crescita economica e l’occupazione, la coesione sociale e la sostenibilità ambientale. Importante anche promuovere la ricerca sul patrimonio culturale come elemento di coesione e inclusione sociale.

Fondamentale incoraggiare la creazione di partenariati pubblico-privato e processi multidisciplinari che contribuiranno a dimostrare che la conservazione del patrimonio culturale è un investimento e un’opportunità per creare posti di lavoro. In relazione alle politiche fiscali e al patrimonio culturale, imparando da esperienze extracomunitarie, è stato sottolineato che è necessario lavorare più strettamente con gli Stati membri dell’UE al fine di sviluppare meccanismi che creino modelli di politica fiscale che sostengano gli sforzi di conservazione e meccanismi per incoraggiare il settore privato. È stato affermato che la partecipazione culturale migliora anche la salute e il benessere e che è essenziale sviluppare una dimensione sociale collegando la cultura alla salute e al benessere delle persone. Importante anche utilizzare l’innovazione sociale per la lotta contro la povertà. E’ necessario, inoltre, lavorare ulteriormente sull’inclusione sociale: l’arte e il patrimonio culturale sono strumenti per favorire l’integrazione.

Il terzo gruppo ha inoltre sottolineato la necessità di riconoscere il patrimonio culturale come fattore guida e promotore dello sviluppo sostenibile nel processo di attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In particolare l’obiettivo 11.4 dell’Agenda 2030 sottolinea la necessità di rafforzare gli sforzi per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo. Necessario quindi rafforzare i legami con i ministeri degli Affari esteri per seguire e migliorare tale processo. In relazione ad altre questioni globali, è anche necessario aumentare la consapevolezza che il patrimonio culturale può contribuire ad affrontare la sfida dei cambiamenti climatici. Si sottolinea poi la necessità di creare hub internazionali di innovazione, integrazione culturale e sociale. Le raccomandazioni generali consistono nell’utilizzare l’Anno europeo del patrimonio culturale per lavorare di più e meglio a livello globale.

Per approfondimenti:

Le raccomandazioni dell’International Perspectives Forum

Leggi anche:

L’Anno europeo del patrimonio culturale e le prospettive internazionali: Forum a Bruxelles

Rispondi