Sistema Museale Maffei“Ad oggi il Sistema museale nazionale è una visione: una prospettiva per il prossimo immediato futuro. Renderla concreta, e far sì che ci sia un’uniformità a livello nazionale sui livelli di qualità dei servizi museali, è una grande opportunità. La Commissione ha un profilo molto tecnico, sono quindi fiduciosa che si entri nel merito delle questioni che caratterizzano il mondo museale”. Tiziana Maffei, presidente di ICOM Italia, è uno dei membri della Commissione per il sistema museale che si è insediata il 18 settembre. Una commissione chiamata a sciogliere e definire tutti gli aspetti tecnici della piattaforma che metterà in rete i musei italiani e che ne definirà standard e obiettivi.

“Nel Decreto 113 del 2018 la Commissione è stata individuata questo strumento tecnico di confronto tra le parti interessate consentendo anche il raccordo temporale e geografico su quanto fatto nel territorio nazionale dalle regioni e dagli enti locali”, spiega Maffei ad AgCult. “Questa indipendenza tecnica ci auguriamo possa rappresentare anche la sua forza”. Ne fanno parte, oltre al direttore della Dg Musei Antonio Lampis che la presiede, esperti nominati dal ministro Alberto Bonisoli, esponenti delle Regioni, di ICOM, di Anci e delle Province italiane.

UNA STRADA PLAUSIBILE, IL NODO SARÀ L’EQUIPARAZIONE CON I SISTEMI REGIONALI

Per Maffei la strada che si sta percorrendo, nonostante le complessità che si dovrà affrontare, è quella giusta. “Sono passati vent’anni dagli scenari di decentramento e semplificazione amministrativa che hanno coinvolto anche le competenze nel settore della cultura. Nell’analizzare la situazione vi sono importanti risultati ed esperienze da tenere in considerazione e rilanciare in una strategia di raccordo tra le parti. Potremo finalmente superare la realtà a macchia di leopardo per quanto riguarda il funzionamento dei musei. Nel decreto ci sono cose da affinare sciogliendo i molti dubbi in rapporto a quanto realizzato singolarmente da ogni regione permettendo l’effettiva operatività”.

Come ICOM Italia “sosteniamo che il Sistema Museale Nazionale deve essere un sistema condiviso e partecipato da tutte le amministrazioni responsabili dei musei. Occorre considerare il sistema di accreditamento come un processo di sviluppo a sostegno di sistemi territoriali che hanno al centro della propria azione la dimensione culturale da salvaguardare per la vita sociale, produttiva, economica delle comunità. Non va considerato esclusivamente in termini di selezione quanto opportunità per costruire una programmazione condivisa tra Stato ed Enti Locali, superando così la visione di gestione fondata su proprietà giuridiche”.

IL SOSTEGNO ALLA GESTIONE

La riforma dei musei, nota il presidente di ICOM Italia, “ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo in un Paese in cui continua ad esserci un rapporto altalenante tra una visione centralista dello Stato e le autonomie federaliste. Al museo finalmente è stato riconosciuto, in quanto istituto, uno status giuridico”.

“Noi – prosegue Maffei – ribadiremo sempre la necessità che per costruire il sistema museale deve essere condivisa una politica di sostegno alla gestione, non solo alla promozione e valorizzazione. Ciò implica la presenza di professionisti che garantiscano servizi culturali di qualità fondati sulle funzioni proprie del museo a partire dalla ricerca. Senza la presenza di professionisti museali, direttori museali in primis, è come dire che si promuove il Servizio sanitario nazionale senza assicurare la presenza di medici”.

LE RISORSE, DEFINIRE UNA STRATEGIA CONGIUNTA

Il tema delle risorse segue immediatamente quello dell’accreditamento che “non dovrà essere la fotografia del bravo e del meno bravo, ma dovrà essere un processo per arrivare a raggiungere quei servizi di qualità comuni anche attraverso forme di aggregazioni che garantiscano non solo economie di scala ma di scopo e di varietà. E in questo senso il tema delle risorse diventa imprescindibile. Questione da condividere a tutti i livelli istituzionali per assicurare una programmazione delle risorse orientata su obiettivi strategici definiti, consapevoli che il museo oggi è al centro di una straordinaria attenzione e riconoscibilità”.

“Come ICOM Italia riteniamo che, superata la difficile fase di definizione tecnica del processo di accreditamento, la Commissione debba assumere una funzione consultiva più ampia, che investa la visione di sviluppo della realtà museale nel suo complesso. Dai benefici fiscali, a forme di consulenze tecniche messe a disposizione dei musei, alla semplificazione degli atti amministrativi. Si dovranno individuare dei meccanismi per assicurare agevolazioni finanziarie e tecniche a chi progressivamente raggiunge risultati di qualità, anche realizzando effetti moltiplicatori”.

L’ACCORDO CON AGID

Per realizzare la piattaforma informatica il Mibac ha attivato una collaborazione con L’AgID. La piattaforma sarà la base fisica del Sistema museale nazionale e dovrà essere in grado di gestire tutte le informazioni e i dati in modo dinamico. “L’accordo tra il Ministero e l’Agid è non solo opportuna, ma potrebbe essere foriera di sviluppi positivi. L’AgID è un’agenzia orientata al servizio del cittadino e ha pertanto un’impostazione progettuale. Nella prima riunione il tema dell’interoperabilità con i sistemi regionali è stato posto come prioritario. Il sistema sembra impostato coerentemente con alcune delle indicazioni formulate dalla comunità museale nel documento di Regello. Sicuramente dovrà essere affrontato in tempi rapidi anche il nodo con ISTAT rispetto alle anagrafiche dei musei”.

Quale prossima tappa si è costituito, come previsto dallo stesso decreto, un gruppo di lavoro per rivedere i pesi della scheda dei LUQV disposta dalla DG Musei come test in relazione all’equiparazione dei sistemi di accreditamento regionali.

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