C’è un filo rosso che lega i cittadini europei al proprio patrimonio culturale. Si chiama Convenzione di Faro e rivoluziona profondamente il nostro rapporto con tutto ciò che chiamiamo beni culturali. Sia se si parla di Giornate europee del patrimonio sia se si raccontano gli Itinerari culturali, “inevitabilmente arriviamo a Faro”, sostiene Gabriella Battaini-Dragoni, vice segretario generale del Consiglio d’Europa. “L’aspetto più importante della Convenzione – afferma Battaini-Dragoni in un’intervista ad AgCult – è il distacco dai due concetti, seppur fondamentali, che hanno da sempre dominato la questione del patrimonio: la tutela e la promozione”. Ci si distacca perché viene introdotto “un aspetto fondamentale – prosegue Battaini-Dragoni – e cioè il rapporto tra i cittadini e il patrimonio che così fortemente come nella Convenzione di Faro non era mai stato sottolineato prima”. Secondo il vice segretario generale del Consiglio d’Europa si tratta di “un passaggio fondamentale” perché “introduce la nozione di prendere parte alla vita culturale della comunità, e quindi avere il diritto di godersi le arti”.

LA MANCATA RATIFICA DELL’ITALIA

La Convenzione di Faro non solo introduce il concetto di eredità culturale, ma anche quello di “comunità di eredità, per una responsabilizzazione a occuparsene – sottolinea ancora Battaini-Dragoni -. Un passaggio che pone i cittadini al centro e non solo le autorità pubbliche e private”. Difficile pensare che l’Italia (che l’ha firmata nel 2013) non l’abbia ancora ratificata: “Un peccato direi – commenta il vice segretario generale del Consiglio d’Europa -. Siamo coscienti che il processo di ratifica parlamentare è stato interrotto nel 2017 con lo scioglimento delle Camere e ci ha molto colpito, in termini positivi, la petizione lanciata da Federculture affinché la ratifica della Convenzione potesse essere tra i primi atti della nuova legislatura”.

PATRIMONIO CULTURALE TRA I BANCHI DI SCUOLA

I primi passi sono stati fatti: a giugno il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Faro – che ripropone integralmente il testo presentato dal governo Gentiloni nella XVII legislatura – è stato depositato al Senato. “Significativo lo stanziamento di un milione di euro all’anno per potenziare la presenza del patrimonio culturale nel sistema nazionale di istruzione – sottolinea Battaini-Dragoni -, il fatto di intervenire sull’aspetto istruzione è molto importante”. La Convenzione, ratificata da 18 Paesi e firmata da cinque, sarà protagonista a Ravello Lab (25-27 ottobre): “Sarò presente personalmente e avremo l’occasione di discutere per vedere come far sì che questa Convenzione possa essere ratificata dall’Italia. E’ necessario che si riesca abbastanza rapidamente a ratificarla”, sottolinea Battaini-Dragoni ricordando che il Consiglio d’Europa ha firmato un accordo con Federculture (“all’avanguardia nel cogliere l’importanza del documento”) per la promozione dei principi della Convenzione di Faro.

FARO: PARTECIPAZIONE, GOVERNANCE E INVESTIMENTI

Altro accordo recente è The Faro Way, firmato dalla Commissione europea (Dg EAC) e il Consiglio d’Europa: l’obiettivo è portare il numero più ampio possibile di Stati alla firma e alla ratifica della Convenzione. “Contiene una decina di iniziative – spiega Battaini-Dragoni -, la più importante secondo me è la numero 9 (All for heritage, ndr): si tratta di sottolineare l’ importanza della partecipazione delle comunità ma anche il fatto di poter migliorare la governance del patrimonio, che deve essere partecipativa e che ci deve permettere di analizzare attentamente i progetti che sono in corso per la gestione e la conservazione del patrimonio”. Detto ciò, “dobbiamo anche essere realisti: questo è un accordo da 300mila euro, non stiamo parlando di cifre che possono avere un senso vero a livello europeo – continua il vice segretario generale del Consiglio d’Europa -. E’ un’iniziativa lodevole, bisognerebbe poi, con il Commissario europeo Tibor Navracsics, fare una valutazione alla fine dell’anno e capire quali dovrebbero essere gli investimenti necessari per ottenere risultati ancora più significativi”.

LE GIORNATE EUROPEE: CRESCE LA VOLONTA’ DI PARTECIPAZIONE

Partecipazione è anche la parola d’ordine delle Giornate europee del patrimonio (iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea) che in Italia si sono svolte il week end scorso. “Siamo felicissimi che negli anni sempre più Paesi ci abbiano seguito e abbiano capito l’importanza di permettere ai cittadini di scoprire cose che normalmente non si conoscono e condividere questa esperienza – sottolinea Battaini-Dragoni -. Le Giornate conoscono dappertutto un grande successo e una grande voglia da parte dei cittadini europei di riconquistare il diritto all’accesso alla cultura e a volersi responsabilizzare per far sì che il patrimonio non scompaia”. Il tema di quest’anno, “L’arte della condivisione” è, secondo Battaini-Dragoni “ben scelto, tenendo conto anche di quanto sta accadendo in seno alle nostre società. L’Anno europeo del patrimonio culturale mira a incoraggiare le persone a scoprire la ricchezza della nostra cultura così diversificata e a volerla condividere, proteggere, celebrare”. Questo è un indicatore di una “adesione elevata che rivela non solo una sensibilizzazione, ma una volontà di partecipazione forte da parte dei cittadini”, prosegue il vice segretario generale del Consiglio d’Europa sottolineando che “emerge sempre di più una maturità del cittadino per fare del tutto affinché questo patrimonio venga protetto e trasmesso alle generazioni future”.

ITINERARI CULTURALI TRA PAESAGGIO E TURISMO DI QUALITA’

Siamo “dentro” la Convenzione di Faro anche quando parliamo del programma degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa. Tutto partì da Santiago di Compostela, il primo itinerario riconosciuto nel 1987: da allora il programma continua a far riscoprire le nostre radici comuni. “A oggi ci sono 33 itinerari certificati – ricorda Battaini-Dragoni – Si tratta di un viaggio attraverso lo spazio e il tempo che ha una forte connotazione culturale ma anche di turismo di qualità e di protezione del paesaggio”. A Görlitz, in Germania, dal 26 al 28 settembre, si terrà l’ottavo Forum consultivo degli itinerari culturali (Per approfondimenti leggi Itinerari culturali: in Germania l’ottavo Forum, focus sulle strategie globali): “Un incontro annuale importante – sottolinea Battaini-Dragoni -. Questa attività viene gestita da una struttura intergovernativa, ma ci sono anche molte associazioni a livello locale che gestiscono parte dei tracciati. Alla riunione non ci saranno solo i rappresentanti governativi o gli esperti, ma anche i rappresentanti di queste associazioni che esistono a livello locale, nazionale e si federano a livello internazionale”. E’ un modo di “associare i cittadini a proteggere, assicurare la funzionalità dei percorsi con tutto un lavoro locale e di far capire quanto è importante il loro contributo”. Anche l’Unione europea “mostra un interesse sempre più forte” verso gli itinerari culturali e “in particolare con i Fondi regionali, che permettono di fare investimenti sul posto, indispensabili affinché tutto sia organizzato per facilitare il percorso”, conclude Battaini-Dragoni.

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