Franceschini lascia MibactL’ex ministro dei Beni culturali, il deputato dem Dario Franceschini, lascia la commissione Esteri della Camera e approda in commissione Cultura. La decisione, presa negli scorsi giorni, diventa ora ufficiale. Franceschini si avvicenda con Andrea De Maria, che dalla VII commissione passa quindi alla III.

Diversi i provvedimenti su cui l’ex titolare del Collegio Romano potrà far valere la sua esperienza da ministro. A cominciare proprio dalla proposta di legge “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale” – presentata in tandem con il collega di partito Andrea Orlando – attulamente in discussione in commissione Giustizia ma su cui anche la VII commissione dovrà dare un parere.

LE REAZIONI

“Ci fa piacere che ci sia un nuovo membro della commissione Cultura, sicuramente potrà dare dei contributi vista anche la sua esperienza nel settore culturale. Gli diamo il benvenuto”, ha commentato ad AgCult la deputata della Lega, Giorgia Latini.

“Prendiamo atto della notizia della presenza dell’ex ministro in commissione, la sua esperienza nel settore sarà di certo importante per il dibattito parlamentare”, è il commento di Alessandra Carbonaro (M5S). “Questo dimostra come l’attività della commissione cultura stia destando interesse e sia sempre più strategica per la politica di questa legislatura”.

“Noi abbiamo una nostra posizione politica e culturale chiara, che è in antitesi a quella del Partito democratico – ha commentato Luigi Casciello (FI) – in particolare sui fondi per lo spettacolo dal vivo. Anzi, sarà un’occasione per capire quali sono stati i criteri adottati fino ad ora. Siamo sempre per il confronto, la posizione di Forza Italia resta diametralmente opposta a quella del Pd”.

“Lo aspettiamo con ansia – aggiunge Federico Mollicone (Fdi) – Oltre al benvenuto doveroso tra avversari, dovrà spiegarci diverse scelte strategiche sbagliate: dal Fus, ai direttori stranieri, all’art bonus solo per pochi soldi (non come in Giappone dove la defiscalizzazione arriva al 100%)”.

Sono “contentissimi” gli esponenti del Partito democratico in VII che Dario Franceschini arrivi in Commissione. Secondo Anna Ascani, si tratterà di una presenza determinante “per le competenze che ha e per l’esperienza di ministro in questi anni che sicuramente è stata la migliore degli ultimi 20 anni” avendo realizzato “leggi che il mondo dei beni culturali aspettava da anni. Purtroppo alcune misure, come la legge sullo spettacolo dal vivo, rischiano di saltare per aria per responsabilità di questo governo che non si degna neanche di fare decreti attuativi già impostati”.

“Credo comunque – conclude Ascani – che sia importante non solo per il Pd avere una competenza del genere. Essa infatti arricchisce il dibattito interno alla Commissione, dove ci sono tanti membri nuovi. Poter contare su una personalità del genere è molto importante per tutti”.

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