orchestra autori fondazioni lirico sinfonicheLe fondazioni lirico sinfoniche, dai dati in possesso fino al primo semestre 2018, stanno attraversando un “percorso di risanamento seppure con significative differenze sia tra le diverse fondazioni che fra le diverse dimensioni della gestione delle stesse”. Lo ha detto l’avvocato Gianluca Sole, commissario straordinario del Governo per il risanamento delle gestioni e il rilancio della attività delle fondazioni lirico sinfoniche, nel corso di un’audizione in commissione Cultura del Senato dedicata alla situazione delle nove fondazioni, sulle quattordici in totale del panorama italiano, che hanno accesso ai Piani di risanamento stabiliti dalla Legge Bray del 2013.

“Il riequilibrio economico è un risultato conseguito dalla gran parte delle fondazioni -spiega Sole – e da alcune di loro pure in modo stabile, ancorché i risultati economici siano ancora del tutto insufficienti a generare risorse al servizio del debito e degli investimenti per lo sviluppo”.

Infatti, rileva Sole, “si tratta di risultati indubitabilmente di una maggiore e costante attenzione alle performance economiche e all’efficienza della gestione operativa, ma che tuttavia non garantiscono che l’auspicato risanamento sia conseguito in tempi brevi”. E’ ormai palese, sottolinea il commissario, “che non è ipotizzabile per tale via, in tempi ragionevoli, un risanamento organico gradualmente alimentato dai soli risultati economici e dai flussi di cassa prodotti dalla gestione corrente”. Risulta quindi “ancora distante l’obiettivo dell’effettivo riequilibrio finanziario e patrimoniale di tali Enti”.

L’EQUILIBRIO ECONOMICO

In merito al consolidamento dell’equilibrio economico, il commissario Sole raccomanda di “trasformare l’orientamento gestionale con l’obiettivo di riqualificare i costi, riducendo quelli strutturali a vantaggio di quelli funzionali allo sviluppo di nuovi ed ulteriori ricavi”. In tal senso, “occorre attenuare ancora l’eccessiva rigidità strutturale che vede, ad esempio, i costi del personale incidere in misura eccessiva sul totale dei costi”.

Inoltre, continua il commissario straordinario per il risanamento delle fondazioni lirico sinfoniche, bisognerebbe “razionalizzare e ottimizzare i processi produttivi, valorizzando adeguatamente tutte le proprie attività, sicuramente in termini artistico-culturali ma anche commerciali. Certi eventi o spettacoli, che spesso comportano gravosi impegni produttivi, non possono più comportare ingenti perdite economiche per le fondazioni, addirittura preventivate, pur in ragione del loro valore artistico-culturale”.

Anche le più alte ed esclusive produzioni artistico-culturali, segnala Sole, “devono trovare, infatti, canali di adeguata valorizzazione come fund raising, internazionalizzazione, co-produzioni e sponsorizzazioni”.

NUOVE FORME DI RICAVO

Sempre nella direzione del potenziamento dei risultati economici raggiunti, aggiunge Sole, “dovrebbero rivestire un ruolo centrale anche il definitivo sviluppo del fund raising da privati, che invece stenta a decollare, salvo rare eccezioni, oltre che la ricerca di sempre nuove forme di ricavo, sia sul mercato nazionale sia, soprattutto, su quello internazionale”.

Tutto questo “sia al fine di attenuare la dipendenza delle fondazioni lirico sinfoniche dai contributi pubblici nazionali e locali, sia al fine di sperimentare e innovare i processi di gestione che consentono di valorizzare al meglio le strutture artistiche”.

LE GOVERNANCE

Lo stesso modello di governance delle fondazioni, aggiunge Sole, “avrebbe forse bisogno di un profondo ripensamento delle strutture e delle relazioni di governance”, in modo da assicurare “snellezza gestionale e orientamenti marcatamente imprenditoriali”.

Afferma il commissario governativo: “Una azienda culturale, qual è a tutti gli effetti ormai una Fondazione lirico sinfonica, deve perseguire, simultaneamente, l’imperativo del valore socio-culturale e quello funzionale al primo del valore economico della propria azione. Una correlazione che è possibile ricercare e potenziare solo in presenza di una governance adeguata e di soci forse meno soggetti alle dinamiche e ai condizionamenti di più breve periodo della politica locale e più consapevoli del valore superiore e di lungo periodo che gli investimenti nella cultura e la loro gestione oculata generano”.

SITUAZIONE FINANZIARIA E PATRIMONIALE

Sulla situazione finanziaria e patrimoniale delle fondazioni, Sole ribadisce che, “nonostante l’andamento evidenzi una dinamica coerente con il percorso di risanamento auspicato”, il trend “non è tale da far prevedere, ragionevolmente, il raggiungimento degli obiettivi di riequilibrio nel breve periodo”. La condizione strutturale di quasi tutte le fondazioni, infatti, “permane critica” e “in alcuni casi vi sono rischi concreti di tenuta della stessa continuità aziendale”. Esiste una “pesante esposizione debitoria residua che, accompagnata da una strutturale e diffusa debolezza patrimoniale, rende critica la condizione delle fondazioni e non prossimo il riequilibrio”.

La priorità dunque, sottolinea Sole, “è rappresentata dall’esigenza di intervenire in maniera tempestiva, efficace e mirata sul debito e sul fabbisogno di ricapitalizzazione delle fondazioni”. Condizione che, “dovrebbe spingere a un rinnovato e responsabile impegno, primariamente, i soci attuali ovvero alla ricerca di nuovi soci che possano assicurare quel maggior sostegno finanziario che è indispensabile ad affrontare l’attuale stato di crisi”.

Però, “nonostante le sollecitazioni indirizzate ovunque ed in ogni occasione verso questo obiettivo”, il commissario governativo ha dovuto prendere atto della “perdurante inerzia ed ‘insensibilità’ di soci ed Enti locali ad interventi in questa direzione e di questa portata”.

UN NUOVO SOSTEGNO ALLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Per queste ragioni, spiega Sole, “appare inevitabile auspicare o meglio sollecitare una nuova iniziativa governativa a sostegno delle Fondazioni lirico sinfoniche e del loro effettivo e stabile risanamento”. Prevedendo, ad esempio, “nuovi strumenti di finanziamento agevolato volti al consolidamento dello stock di debito ‘a breve termine’ che ancora continua a gravare le fondazioni”.

Questa ristrutturazione finanziaria che, sottolinea il commissario governativo, andrebbe accompagnata “con un più rigoroso impianto di regole e meccanismi di controllo sulla gestione”, avrebbe “l’indubbio, fondamentale e benefico effetto di rendere davvero più sostenibile per le fondazioni l’attuale condizione di pesante indebitamento e, nello stesso tempo, di liberare risorse funzionali ad un più deciso sviluppo di nuove fonti di ricavo, sul mercato nazionale e su quelli internazionali”.

IL FUS

Le azioni governative, rileva Sole, “possono svolgere un ruolo decisivo al fine di consolidare virtuosi comportamenti gestionali e stimolare riassetti nella governance delle fondazioni”. Tra i primi interventi quello della “revisione delle regole e dei criteri che disciplinano l’attribuzione alle varie fondazioni dei contributi statali a valere sul Fus, con l’obiettivo esplicito di stimolare comportamenti virtuosi e più performanti sotto il profilo gestionale”. Ma anche “una disciplina speciale per i rapporti di lavoro alle dipendenze delle fondazioni, capace di tenere insieme la necessità di preservare per i lavoratori un assetto di tutele adeguate ma, al contempo, di non esporre più le fondazioni a pesantissimi contenziosi, come avvenuto in questi anni”.

Questa nuova regolamentazione delle modalità e dei criteri di distribuzione del Fus, conclude Sole, dovrebbe prevedere anche “la stabilizzazione dei contributi su orizzonti temporali più lunghi di quelli attuali annuali, almeno triennali, per renderli più funzionali e coerenti con l’esigenza di una corretta programmazione strategica delle attività”. L’audizione di Sole è stata aggiornata a mercoledì 3 ottobre, presumibilmente alle ore 14, quando i senatori della 7a commissione rivolgeranno domande e osservazioni al commissario straordinario.

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