Commissione GiustiziaHa preso il via in commissione Giustizia della Camera l’esame del disegno di legge “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale” presentato dagli ex ministri dem Dario Franceschini e Andrea Orlando. La scorsa settimana l’Aula della Camera aveva votato all’unanimità la dichiarazione di urgenza per il provvedimento che, secondo la relatrice Valentina Palmisano (M5S) “dovrebbe arrivare in Assemblea entro lunedì 8 ottobre, ma non c’è ancora una data certa”.

Un disegno di legge che nella scorsa legislatura è arrivato a un passo dal traguardo (dopo il via libera di Montecitorio si è infatti arenato al Senato) al quale, come ha spiegato Cosimo Maria Ferri (Pd) ad AgCult, “la minoranza tiene particolarmente”. Per questo, spiega l’ex sottosegretario alla Giustizia, “chiediamo che le commissioni si pronuncino velocemente e che il provvedimento venga votato presto per poi arrivare in aula e andare spediti, perché pensiamo che un paese come l’Italia, ricco di patrimonio artistico, debba avere una tutela adeguata a un patrimonio che deve essere salvaguardato il più possibile”.

“Come opposizione – spiega Ferri – abbiamo chiesto di non fare audizioni, di chiedere in caso dei contributi scritti, e di non appesantire il dibattito in quanto si tratta di un disegno di legge che era stato già approvato da un ramo del Parlamento nella passata legislatura. Noi ci teniamo a raggiungere l’obiettivo e a far diventare legge una riforma che riteniamo essenziale perché ha delle linee fondamentali che riguardano la tutela del nostro patrimonio culturale”.

Nel dettaglio, aggiunge il deputato dem, “cerchiamo di aumentare le pene e di ridisegnare alcuni reati; riteniamo infatti che ci sia bisogno di nuove figure di reato, penso al delitto di illecita detenzione di bene culturale sapendo della sua provenienza illecita, creando quindi un autonomo reato rispetto alla già prevista ricettazione. Oppure la contravvenzione per il possesso ingiustificato di strumenti per sondaggi e scavi all’interno di siti ed aree archeologiche. E’ poi molto importante tipizzare i delitti di danneggiamento, imbrattamento e deturpamento”.

Per l’ex sottosegretario, il provvedimento ha inoltre “una visione internazionale, perché si registra un’accresciuta sensibilità per la protezione dei beni culturali, prevedendo linee guida per la lotta al traffico di beni culturali. Recepiamo tutto quel lavoro fatto a livello Onu per portare un contributo anche nel quadro nazionale. Un provvedimento – conclude Cosimo Maria Ferri – importante, nel quale crediamo molto. Speriamo che la commissione Giustizia lo possa licenziare in breve tempo”.

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