Sono circa 300mila le persone impiegate direttamente nel settore dei beni culturali in Europa, che genera indirettamente 7,8 milioni di posti di lavoro. Ma sappiamo quali sono tutte le professioni legate al patrimonio culturale? Possiamo attualmente misurare il loro impatto economico? Partendo da queste domande, l’Associazione dei Conservatori e restauratori di Spagna (Acre) e il Gruppo Spagnolo di Conservazione dell’International Institute of Conservation (GEIIC) hanno pubblicato – nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale – la monografia “Le professioni del patrimonio culturale. Competenze, formazione e trasferimento di conoscenze: riflessioni e sfide nell’Anno europeo del patrimonio culturale”. Il rapporto – che si focalizza sui casi in Spagna – nasce con l’obiettivo di identificare e dare risalto alle professioni legate ai beni culturali, alle sfide e alle necessità, nonché al loro impatto sociale, culturale ed economico.

LE NUOVE SFIDE

“L’esperienza europea nella conservazione del patrimonio è ben nota e questo grazie alla professionalità, al talento, alla conoscenza e alla dedizione delle persone coinvolte nel patrimonio culturale in tutta Europa – scrive Erminia Sciacchitano, della DG per l’Educazione e la Cultura della Commissione europea, nella prefazione del rapporto -. La diversità, la qualità e la ricchezza di questa esperienza sono ben descritte in questa pubblicazione, che approfondisce le professioni del patrimonio in Spagna da tutti i possibili punti di vista”. Il settore del patrimonio culturale dovrà affrontare nuove sfide: dall’aumento del rischio di distruzione a causa di calamità naturali o dell’uomo alla diminuzione della partecipazione alle attività culturali, dalla digitalizzazione del patrimonio alla necessità di nuove competenze. “Per rispondere a queste sfide – ricorda Sciacchitano – la Commissione europea ha dedicato un’iniziativa alle competenze per il patrimonio per sostenere lo sviluppo di competenze specializzate e migliorare il trasferimento di conoscenze nel settore dei beni culturali”.

VERSO UN MANUALE DI BUONE PRATICHE

“Un gruppo di 26 esperti degli Stati membri – prosegue Sciacchitano – sta attualmente mappando gli schemi esistenti e identificando le competenze emergenti e le esigenze di formazione e sviluppo. Gli esperti produrranno un manuale di buone pratiche e raccomandazioni politiche entro la fine del 2018”. “Desidero ringraziare i numerosi esperti coinvolti in questa pubblicazione, che fornisce spunti e informazioni utili sulle professioni del patrimonio in Spagna, contribuendo così agli obiettivi dell’Anno europeo del patrimonio culturale – conclude Sciacchitano -. E dà visibilità a coloro che trasformano i principi in azione, coltivano e arricchiscono le competenze e il know-how europeo, il capitale comune e, grazie alla loro passione e dedizione, costruiscono un futuro per il nostro patrimonio europeo condiviso”.

LA MONOGRAFIA SPAGNOLA

La monografia “Le professioni del patrimonio culturale” ha raccolto un totale di 63 articoli che provengono da tutte le comunità autonome della Spagna. Hanno partecipato a questa pubblicazione associazioni professionali, centri di formazione e professionisti del settore del patrimonio culturale, sia tradizionali che emergenti. Il libro è strutturato in tre capitoli principali. Il primo capitolo è dedicato al patrimonio culturale europeo mentre il secondo si focalizza sulle professionalità nell’ambito dei beni culturali in Spagna raccogliendo i contributi delle diverse discipline e affrontando sfide e problematiche. Il secondo capitolo si occupa anche delle nuove competenze richieste nella gestione del patrimonio immateriale e del ruolo delle associazioni professionali. Il terzo capitolo è dedicato, infine, alle competenze e alla formazione per lavorare nel settore dei beni culturali; alla dimensione economica e alle principali sfide nella creazione di un lavoro di qualità; al trasferimento delle conoscenze acquisite alle nuove generazioni.

Per approfondimenti:

“Le professioni del patrimonio culturale”

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