Stefano Baia CurioniDal nostro inviato a Napoli – Si è tenuta a Napoli la XIII Conferenza Nazionale dei Musei Italiani “Musei, territorio e sviluppo: presente e futuro”, organizzata da Museimpresa e promossa da ICOM Italia e dalle Associazioni Museali Italiane. Ha aperto l’incontro l’europarlamentare Silvia Costa, che ha introdotto gli obiettivi e i valori della manifestazione ed in particolare il contributo dei musei a mostrare e a “vivere” il patrimonio culturale.

Obiettivo dell’incontro era infatti riflettere sulla relazione tra patrimonio culturale custodito negli archivi e musei italiani e il territorio di cui fanno parte, attraverso prospettive, best practice e nuovi strumenti.

Quale sarà il rapporto tra museo e territorio in futuro? Come possono le strutture museali svolgere un ruolo strategico per il territorio, essere promotori di una partecipazione attiva della collettività, stimolo alla creazione di nuova cultura, fonte di nuova economia, sviluppo territoriale, turismo sostenibile? Ne ha parlato con AgCult il professore Stefano Baia Curioni, docente presso l’Università Bocconi di Milano.

“L’importanza di un museo per il territorio che lo ospita – spiega Baia Curioni – è legata al fatto che diventa sempre più evidente che la connessione cognitiva e culturale è centrale nei processi di sviluppo e modernizzazione”.

“Evidentemente non è pensabile lo sviluppo se non c’è un aumento del sapere e delle competenze, e i musei devono diventare agenti di questo processo, come costruttori di conoscenza e anche come istituzioni in grado di attrarre risorse sia individuali che economiche attraverso il turismo”.

Il museo, prosegue, “deve arricchirsi di competenze perché attualmente le competenze museali tradizionali, che sono preziosissime, non coprono tutta una serie di attività che riguardano l’interfaccia: c’è quindi bisogno di arricchire le competenze rimanendo sostenibili”.

Per quanto riguarda la Legge di bilancio che approderà a breve in Parlamento, soprattutto in chiave di risorse alla cultura, Baia Curioni ricorda che “con lo scorso governo c’è stato un grosso aumento delle risorse, l’impressione è che in questo caso sarà difficile ripeterlo”.

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