Si terrà a Roma sabato 6 ottobre la prima manifestazione nazionale per la cultura e il lavoro. A organizzarla una molteplicità di realtà diverse (sindacati, associazioni, federazioni) tra cui il collettivo Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali. Nei giorni scorsi sono stati annunciati i primi dettagli: il ritrovo è previsto alle 10 in piazza di Porta San Paolo (metro Piramide); il corteo si concluderà in Piazza Mastai dove si terrà un momento assembleare per discutere sul futuro del movimento.

“UN SETTORE SCREDITATO”

“Siamo professionisti dei Beni Culturali, siamo professionisti dello spettacolo dal vivo, e del cinema, siamo autori, operatori, tecnici, custodi, siamo aspiranti professionisti e siamo soggetti in formazione – si legge nel manifesto della mobilitazione -. Siamo le lavoratrici e i lavoratori della Cultura. Svolgiamo professioni diverse, lavoriamo in decine di luoghi diversi, dai teatri ai musei, dagli archivi ai laboratori. Ma tutte e tutti abbiamo visto, negli ultimi decenni, il nostro settore definanziato e marginalizzato, di volta in volta screditato o strumentalizzato; tutte e tutti abbiamo visto i nostri diritti crollare, una crescita della competizione al ribasso, un attacco alla qualità del lavoro. Per questo, oggi, chiamiamo a raccolta tutti i nostri colleghi, tutti i cittadini e le cittadine italiane, e in genere tutti coloro che abbiano a cuore il patrimonio culturale e artistico di questo Paese, per la prima Manifestazione nazionale unitaria per la Cultura e il Lavoro”.

IN PIAZZA CONTRO LE “POLITICHE INSENSATE”

“A Roma si terrà una Manifestazione unitaria dell’intero settore dei Beni e della Attività Culturali, la prima nella storia d’Italia, per chiedere di ribaltare il tavolo, e di iniziare a trattare la Cultura come merita – continua il manifesto -: come uno dei settori cardine dell’economia Italiana, dando risorse, dignità e riconoscimento a Istituzioni, professionisti e lavoratori del settore. Chiediamo ai cittadini, alla classe politica e ai giornali di prendere coscienza del problema, e al Governo di prendere urgentemente provvedimenti per porre fine a queste politiche del tutto insensate”.

I PROVVEDIMENTI PIU’ URGENTI

Nel manifesto sono riportati, inoltre, i provvedimenti più urgenti da portare all’attenzione del governo. “Portare l’investimento dell’Italia in cultura al 1,5% del PIL, in linea con gli altri Paesi europei; aumentare i finanziamenti pubblici al settore dello spettacolo (Fondo Unico per lo Spettacolo e finanziamenti locali); pubblicare i decreti attuativi della legge 175/2017 ascoltando le Parti Sociali; promuovere un nuovo, coerente, omogeneo e condivisibile sistema nazionale di abilitazione a guida turistica; pubblicare i decreti attuativi della legge 110/2014, che riconosce per la prima volta 7 professioni dei beni culturali; riconoscere e tutelare tutte le professioni oggi non regolamentate del settore dello spettacolo (registi, sceneggiatori, danzatori, attori, musicisti, doppiatori…), dei beni culturali (mediatori museali, paleontologi, manager del Patrimonio Culturale…) e in generale della cultura (traduttori, scrittori…)”. E ancora: “Far rispettare i Contratti nazionali esistenti; creare finalmente un contratto nazionale del settore audiovisivo; promuovere l’assunzione, nei ranghi ministeriali, di almeno 3500 lavoratori entro il 2020, a partire dagli idonei al concorso dei 500 funzionari Mibac, al fine di ottenere la copertura totale del turnover; ampliare le previsioni occupazionali specifiche degli Enti Locali e delle Istituzioni Culturali pubbliche; promulgare una legge che regolamenti il volontariato culturale, mettendo fine al lavoro gratuito mascherato da volontariato; abrogare l’articolo 24 legge 160/2016 sul declassamento delle fondazioni lirico-sinfoniche ed estinguere il debito pregresso delle fondazioni causato dalle inadeguate erogazioni; riformare la Legge 4/1993 (Legge Ronchey) e rivedere il sistema delle esternalizzazioni per tutelare il Patrimonio pubblico e il lavoro; ristatalizzare ove necessario, come nel caso delle fondazioni lirico-sinfoniche o dei servizi essenziali di Musei, Biblioteche e Archivi”.

CHI HA ADERITO

Alla manifestazione hanno aderito, tra gli altri (elenco in aggiornamento): UILPA Beni Culturali, Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, FACCIAMOLACONTA, Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali, Funzione Pubblica Fp-Cgil Nazionale, Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Emergenza Cultura – in difesa dell’art. 9, Lavoratrici e Lavoratori di Venaria in Lotta-USB, Lotta per il lavoro nei musei di Venezia-USB, SLC CGIL Torino, Slc Cgil Verona, Rete della Conoscenza, Link Coordinamento Universitario, Unione degli Studenti, Federazione Italiana Artisti, AssoLirica, Possibile, Potere al Popolo.

Per approfondimenti:

Il manifesto della mobilitazione

Le sigle che hanno aderito

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