Europa streaming media on demand cinema“Con il voto di oggi a Strasburgo, dopo un lungo negoziato con il Consiglio abbiamo approvato la riforma della Direttiva sui servizi media audiovisivi, che rappresenta un enorme passo avanti verso la modernizzazione del quadro giuridico nel nuovo scenario digitale, con una maggiore tutela dei cittadini, e in particolare dei minori, dei consumatori, ma anche con la promozione delle opere europee online”. Lo dichiara Silvia Costa, coordinatrice del gruppo S&D in Commissione Cultura.

“La diffusione di Internet e delle piattaforme di condivisione dei video, come YouTube e Facebook – prosegue Costa -, ha profondamente cambiato il modo in cui si producono, si distribuiscono e si fruiscono i servizi audiovisivi. Si afferma ormai il consumo on demand con forme sempre più vaste e personalizzate,mentre i minori guardano sempre più video attraverso i telefonini”.

Con questa direttiva, che fa seguito al Regolamento europeo sulla protezione dei dati su internet, al regolamento sulla portabilità e al negoziato in corso sul copyright, “definiamo finalmente un quadro di diritti e obblighi più equo tra il settore radiotelevisivo tradizionale i nuovi servizi audiovisivi on line, come i servizi di video on demand, come Netflix e Apple TV, le piattaforme di condivisione video,come YouTube e Daily Motion, nonché i contenuti audiovisivi dei social network come Facebook e Vimeo”.

L’intento prioritario “è tutelare le persone e la loro dignità sulla rete, con misure appropriate e chiare, promuovendo al contempo la promozione e l’investimento da parte dei VOD in contenuti e prodotti audiovisivi europei, nonché regole sulla trasparenza e qualità della pubblicità. Intendiamo superare l’attuale inaccettabile squilibrio tra diritti e doveri dei diversi attori del sistema audiovisivo lineare e non lineare in Europa, nonché il ruolo parassitario e oligopolistico di molti operatori globali su internet”.

“La Direttiva – aggiunge Silvia Costa – è il frutto di una negoziazione lunga e complessa tra Parlamento e Consiglio per sciogliere alcuni punti controversi che hanno registrato un nostro successo, come le nuove regole su una maggiore flessibilità nell’affollamento pubblicitario sulle emittenti radiotelevisive, l’indicazione prioritaria sulla co-regolamentazione e non solo sulla autoregolamentazione di codici di condotta adottati a livello nazionale,sulla indipendenza delle Autorità nazionali , sul rafforzamento del gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA)”.

Gli Stati membri, tramite le loro autorità nazionali di regolamentazione del settore audiovisivo, potranno così intraprendere azioni nei confronti degli operatori, incluse le piattaforme di condivisione video, che non rispettano le norme di identificazione e rimozione immediata dei contenuti illegali, come l’istigazione al terrorismo, i discorsi di odio, la pedopornografia e il razzismo.

Per i minori le piattaforme si devono attrezzare con sistemi di verifica dell’età e parental control per limitare l’accesso non solo a contenuti illegali ma anche a quelli nocivi.

“Infine – conclude l’europarlamentare – i cataloghi dei servizi video on demand dovranno ospitare almeno il 30% di opere europee. Senza dimenticare che gli Stati membri potranno richiedere un contributo finanziario o un investimento in contenuti originali ai servizi sotto la propria giurisdizione (ma in date circostanze anche a quelli con sede in un altro Stato membro), sbloccando così risorse importanti per la produzione audiovisiva europea”.

“In un momento decisivo come questo, in cui stiamo definendo le politiche culturali e audiovisive del prossimo decennio, anche nel programma Europa Creativa di cui sono relatrice, avere un quadro normativo aggiornato del settore media audiovisivo è sicuramente una buona notizia e la dimostrazione che l’Europa risponde ai bisogni dei cittadini e degli operatori europei”.

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