Un’interrogazione sul restauro e il consolidamento del Ponte di Bassano del Grappa è stata presentato dal deputato Germano Racchella (Lega) al ministro per i Beni e le attività culturali e quello delle Infrastrutture e dei trasporti. Con il decreto ministeriale 1° settembre 2015 il Mibac ha stanziato un contributo pari a tre milioni di euro inserito nel pacchetto degli investimenti del biennio 2015-2016 per i “Grandi progetti beni culturali”. Altri finanziamenti, ricorda Racchella, sono arrivati negli ultimi anni da Regione Veneto (1,7 milioni), fondazione Cariverona (un milione) e dal comune di Bassano del Grappa (due milioni) che “risulta essere il proprietario dell’immobile oggetto dell’intervento di conservazione e restauro e pertanto stazione appaltante per l’esecuzione dei relativi lavori”.

“Ad oggi i lavori sono completamente fermi col rischio di totale chiusura al transito pedonale del ponte per gravi pregiudizi alla stabilità, gravissime ripercussioni all’immagine della città e alla sopravvivenza delle diverse attività economiche collegate”, scrive Racchella che aggiunge: “In quasi tre anni l’amministrazione comunale ha impegnato oltre 2,8 milioni e mezzo di euro in incarichi per lavori di somma urgenza, monitoraggi e altro di cui circa 900.000 erogati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo a fronte di lavori eseguiti per circa 50.000 euro, dimostrandosi, secondo l’interrogante, non in grado di gestire la situazione”.

Secondo il deputato della Lega, il comune di Bassano del Grappa “si appresterebbe ad affidare un nuovo appalto lavori alla ditta seconda classificata nella gara del dicembre 2015 ex articolo 140 del decreto legislativo n. 163 del 2016, ma la situazione sembra molto complessa sia per le richieste di questa impresa di modifiche al progetto, sia perché ancora non esistono le condizioni per affidare l’incarico nel rispetto del codice dei contratti pubblici, non essendoci totale e piena disponibilità delle aree di cantiere”.

Visto lo stato delle cose, Racchella invita i due ministri interrogati a “esaminare la complicata vicenda e valutare se sussistono i presupposti per adottare le iniziative di competenza volte alla nomina urgente di un commissario straordinario con ampi poteri, che possa predisporre un progetto di variante compatibile con l’importanza del monumento Palladiano, unico e strategico nel Paese per la sua rilevante storia”.

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