Paestum scavi 2Una proposta di legge per rendere pubbliche e pienamente fruibili tutte le notizie e le informazioni rinvenute durante le attività di ricerca e scavo archeologico e per istituire un Portale Unico della Ricerca Archeologica nel quale far confluire tali informazioni. Questo l’obiettivo del provvedimento presentato alla Camera dei deputati da Rosa Alba Testamento (M5S), componente della commissione Cultura di Montecitorio.

La pdl prevede che per l’anno 2019 venga autorizzata la spesa di 1 milione di euro per la predisposizione del Portale Unico e a decorrere dall’anno 2020 la spesa di 50mila euro annui per la gestione, l’aggiornamento e la sua manutenzione.

L’obiettivo della proposta, spiega ad AgCult la Testamento, è duplice: “Da un lato restituire ai cittadini – in termini di conoscenza, fruizione e valorizzazione – i risultati di quelle attività di scavo effettuate con risorse pubbliche”. Dall’altro “eliminare il distacco, quasi incomunicabilità, che esiste tra archeologia e società: un patrimonio culturale che non può essere gestito in maniera burocratica o in modo elitario”.

ARCHEOLOGIA SIA PARTECIPATA E APERTA ALLA SOCIETA’

Per la Testamento è quindi prioritario pensare a un‘archeologia “partecipata e aperta alla società, quindi innanzitutto con un linguaggio che sia più agevole”.

Non solo. In un periodo di globalizzazione dove diventa sempre più difficile recuperare le proprie radici, aggiunge, “è fondamentale riavvicinare i cittadini al nostro patrimonio culturale e archeologico, anche per non dimenticare le specificità e unicità dei nostri territori”.

“I NOSTRI SITI ARCHEOLOGICI RENDONO IL NOSTRO PAESE UNICO RISPETTO AL RESTO DEL MONDO”

“Il patrimonio culturale, storico, artistico e archeologico è il punto di forza dell’Italia”, spiega la deputata pentastellata. “I nostri siti archeologici rendono il nostro paese unico rispetto al resto del mondo e rappresentano una testimonianza delle nostre radici storiche e culturali. Attualmente però la possibilità di accedere agevolmente alle informazioni rinvenute durante l’attività di ricerca è preclusa per l’assenza di una normativa ad hoc che obblighi il mistero dei Beni e delle attività culturali, o il soggetto privato titolare della concessione per lo svolgimento delle campagne di scavo, a rendere pubbliche le scoperte e le informazioni acquisite durante le attività di ricerca”.

Con questa proposta di legge, prosegue, “si vuole creare il Portale Unico della Ricerca Archeologica nel quale far confluire tutte le informazioni relative ad ogni singola campagna di scavo: i risultati conseguiti, le peculiarità architettoniche emerse, le schedature dei singoli reperti catalogati, ma anche un rendiconto consuntivo delle spese sostenute nonché delle fonti di finanziamento utilizzate per le attività di ricerca e scavo. Il Portale unico della ricerca archeologica nasce quindi per digitalizzare il nostro patrimonio archeologico, per favorire l’accesso di archeologi e storici dell’arte, architetti, studenti, studiosi e cittadini attenti ai temi della cultura, ai reperti e alle informazioni provenienti da ogni sito archeologico”.

I PROSSIMI PASSI

La proposta di legge, spiega la Testamento, “rientra nel contratto di governo. Ne ho già parlato con i colleghi delle commissioni Cultura di Camera e Senato, favorevoli alla proposta, ma anche informalmente con il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, e con il sottosegretario al Mibac, Gianluca Vacca (che ha la delega alla digitalizzazione, ndr)”.

LA PROPOSTA DI LEGGE

La proposta di legge ha l’obiettivo di rendere pubbliche e pienamente fruibili tutte le notizie e le informazioni rinvenute durante le attività di ricerca e scavo archeologico, nonché quello di istituire un Portale Unico della Ricerca Archeologica nel quale far confluire tali informazioni, facilitandone in tal modo non solo la reperibilità e accessibilità, ma anche il loro più efficace utilizzo per scopi culturali e formativi. Nello specifico le disposizioni in essa contenute mirano a garantire la conoscenza di tutti i reperti che vengono alla luce nelle campagne di scavo, favorendo l’accesso a queste informazioni da parte di soggetti in possesso di titoli di studio in Archeologia, Storia dell’Arte, Architettura o relativi a materie attinenti, iscritti alle medesime facoltà o anche di cittadini che manifestino una particolare passione e sensibilità per i temi della cultura.

Nel dettaglio, all’articolo 1 vengono illustrate le finalità del provvedimento, mentre all’articolo 2 si introduce, in capo al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ovvero dei soggetti privati titolari di una campagna di scavo in regime di concessione, l’obbligo di pubblicare sul Portale Unico della Ricerca Archeologica l’intera documentazione relativa all’avvio della campagna o ricerca entro 30 giorni dalla data di concessione della prima autorizzazione.

Tali obblighi alla scadenza della concessione e a ogni rinnovo della medesima si sostanziano nel caricamento sul Portale Unico di una sintetica relazione sui risultati conseguiti, di un resoconto delle attività di restauro e conservazione eventualmente eseguite nell’immediato e un elenco dettagliato dei più rilevanti materiali rinvenuti.

Al comma 4 dello stesso articolo 2 si stabilisce, invece, che entro 180 giorni dalla data di chiusura definitiva della campagna di scavo i soggetti titolari della stessa hanno l’obbligo di pubblicare sul Portale Unico le schedature dei singoli reperti catalogati durante l’intera campagna di scavo, nonché le informazioni raccolte dalla Soprintendenza o dai tecnici operanti per suo conto relative alle peculiarità architettoniche rilevate sui monumenti nel corso delle operazioni di ricerca e un Rendiconto Consuntivo delle spese sostenute per l’attività di ricerca, nonché delle fonti di finanziamento utilizzate.

L’articolo 3 stabilisce che entro 120 giorni dall’entrata in vigore della presente legge il Mibac istituisce il Portale Unico della Ricerca Archeologica, con l’obiettivo di aggregare le informazioni e la documentazione prodotti con gli interventi eseguiti direttamente dal Ministero ovvero dai privati concessionari e renderle più facilmente accessibili e fruibili. Tale raccolta permette di avere un quadro completo dell’esito dello scavo archeologico al fine di farlo conoscere e valorizzare. Al comma 2 si autorizza per l’anno 2019 la spesa di 1 milione di euro per la predisposizione del Portale Unico di cui sopra e a decorrere dall’anno 2020, la spesa di euro 50.000 annui per la gestione, l’aggiornamento e la manutenzione del medesimo.

L’articolo 4, contenente le disposizioni transitorie e finali, fissa una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 3.000 euro per i soggetti titolari della campagna di scavo che violano gli obblighi previsti all’articolo 2. È, inoltre, prevista la revoca della concessione nei casi di reiterazione della violazione.

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