Ravello Lab raccomandazioni 2017Sono state presentate al Cnel le Raccomandazioni di Ravello Lab 2017 sullo “Sviluppo a base culturale, governance partecipata per l’impresa culturale”. Ha aperto i lavori il presidente del Consiglio Nazionale dell’economia e del Lavoro Tiziano Treu che ha sottolineato come la cultura rivesta un ruolo fondamentale nella crescita sostenibile dei territori.

Hanno presentato le Raccomandazioni dell’edizione 2017 Alfonso Andria, presidente del Centro Universitario per i Beni Culturali e Umberto Croppi, presidente di Federculture Servizi. Ne hanno discusso Vito Borrelli, vice capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea; Paolo De Nigris, giornalista e sociologo della comunicazione; Anna Misiani, Dipartimento per le Politiche di coesione; Luigi Paparoni, direttore Brand Identity Confindustria; Fabio Pollice, direttore del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’uomo dell’Università del Salento.

In occasione della presentazione, sono stati annunciati i temi di Ravello Lab 2018 “Investing in People, Investono in Culture” che si terrà a Ravello dal 25 al 27 ottobre 2018.

LE RACCOMANDAZIONI

Le Raccomandazioni sono il frutto dei Laboratori in cui si articolano i Colloqui internazionali di Ravello Lab, il forum europeo su Cultura e Sviluppo, promosso dal Centro Universitario Europeo per i Beni culturali e da Federculture.

Alfonso Andria ha illustrato gli elementi emersi dal primo panel (Pianificazione strategica, progettazione e valutazione). Il laboratorio ha preso spunto dai piani di gestione Unesco per individuare un modello omogeneo di gestione più consapevole. Andria ha sottolineato che “il nesso inscindibile portato avanti da Ravello Lab è quello tra cultura e sviluppo, con la cultura come precondizione. All’inizio del percorsodi Ravello, in pochi parlavano di questa connessione”.

Umberto Croppi ha invece illustrato le conclusioni del secondo panel (L’impresa culturale tra risultato economico e valore sociale). Per Croppi é importante richiamare i risultati che in questi anni i laboratori di Ravello Lab hanno conseguito. “La concretezza – ha ricordato Croppi – è l’approdo a cui sono giunte le Raccomandazioni di Ravello Lab negli anni”. E da questo punto di vista “l’anno che stiamo vivendo è particolarmente significativo: per la prima volta è stata introdotta a fine dicembre nel panorama normativo italiano la definizione di impresa culturale e creativa. A fianco di questo risultato, c’è stata l’istituzione di un fondo per la progettazione culturale. Un fondo diretto a sostenere la progettazione a base culturale delle realtà locali con attenzione al partenariato pubblico-privato”.

Croppi ha poi ricordato il sostegno alla ratifica della Convezione di Faro e il caso delle Capitali italiane della cultura, dove “il governo ha riprodotto su scala nazionale il modello delle città della cultura europee”.

E ancora, ha ricordato Croppi, sono in corso presso il Mibac due progetti importanti: il progetto Must che mette nelle condizioni i poli museali di attivare sperimentazioni di coinvolgimento delle realtà del territorio e il Pon Governance proprio incentrato sulla gestione”.

Il filo conduttore di queste iniziative è sempre la progettazione in ambito culturale che richiede competenze nuove e specializzate nella gestione del patrimonio culturale. Ma se impresa si deve fare, ha concluso Croppi, bisogna però “trovare misuratori nuovi più adatti alla capacità di gestione e legati all’impatto sociale ed economico sul contesto su cui l’impresa opera”.

VITO BORRELLI, RAPPRESENTANZA COMMISSIONE UE IN ITALIA

Alla presentazione delle Raccomandazioni di Ravello Lab 2017 ha partecipato anche il vice capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Vito Borrelli che ha sottolineato come “la Rappresentanza sostiene da anni le iniziative di Ravello Lab”. Il settore culturale, ha ricordato Borrelli, “impiega oltre 300mila persone e 8 milioni di posti di lavoro sono collegati alla cultura”.

Nel suo intervento in cui ha ricordato gli strumenti che la Commissione europea mette a disposizione del settore culturale, Borrelli ha evidenziato alcune parole chiave contenute nelle Raccomandazioni e che meritano una sottolineatura. La prima è Sostenibilità. “La grande sfida – ha detto Borrelli – è coniugare una democratizzazione della fruizione dei beni culturali con il rispetto del territorio e delle comunità che ci vivono”.

La seconda parola è Formazione, che evidenzia quanto siano “importanti le competenza trasversali. Abbiamo bisogno di persone preparate ad affrontare la complessità della gestione del patrimonio culturale”.

Un’altra parola è Valutazione, “che – sottolinea il vicecapo della Rappresentanza della Commissione Ue – non va fatta solo alla fine di un processo di gestione, ma va fatta anche ex ante partendo dal contesto e dal fabbisogno dei territori”.

Infine una parola che non è direttamente citata nelle Raccomandazioni ma che si desume da quelle pagine è Digitalizzazione. “Un termine legato in qualche modo alla formazione e che fa parte di uno dei pilastri delle politiche culturali europee”.

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