luigi casciello“Quanto il governo voglia investire nella cultura ancora non l’abbiamo capito, non mi pare che in questi mesi ci siano stati segnali confortanti”. Lo ha detto ad Agcult il deputato Luigi Casciello (FI) a margine del Convegno “Il futuro delle professioni culturali: cosa cambia, cosa resta”, organizzato a Roma dall’Associazione Civita. “Per anni è stato contestato al centrodestra, e in particolare a Forza Italia, che i tagli orizzontali di Tremonti avrebbero impoverito il paese e tolto risorse per gli interventi sostanziali e strutturali: questo non è vero”. 

Ora, ha aggiunto Casciello, “c’è grande preoccupazione”, come dimostrato dalla vicenda del decreto periferie (“Toccava l’edilizia scolastica e quindi la cultura”), o il trasferimento del turismo dai Beni culturali all’Agricoltura.

Per quanto riguarda quello che la politica può fare in merito alle professioni culturali, Casciello spiega: “Il vero problema è individuare i profili professionali, è chiare che le nuove tecnologie hanno cambiato il mondo e le esigenze, e quindi necessariamente le figure professionali. Sta cambiando tutto e la politica deve essere attenta”, ha concluso il deputato di Forza Italia. 

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