Antonio Lampis Musei ArtlabIl sistema museale sarà un volano per le professioni del futuro. Ne è certo Antonio Lampis, direttore generale Musei del Mibac, intervenuto al convengo “Il futuro delle professioni culturali: cosa cambia, cosa resta”, promosso da Confassociazioni e dall’Associazione Civita.

“Lo sarà sicuramente anche perché uno dei fondamenti del sistema museale – dice Lampis ad AgCult a margine del convegno – è anche quello, attraverso il collegamento e l’interconnessione, della valorizzazione delle professionalità più rare affinché i musei possano scambiarsele quando è possibile o necessario”. Una sorta di “banca dati delle professionalità più avanzate” prosegue Lampis ricordando “un’altra colonna portante, e cioè la formazione, che dovrà arrivare a identificare le nuove professioni mancanti nel campo degli allestimenti, dell’uso del digitale o delle ricostruzioni 3D”.

Queste, sottolinea il direttore generale Musei del Mibac, “sono le linee di indirizzo che stiamo discutendo nella commissione nominata dal ministro Bonisoli. Siamo in una fase entusiasmante”. Qual è il filo rosso che unisce le professionalità “storiche” a quelle del futuro? “La formazione – afferma Lampis -, a seguito dei percorsi accademici, con la formazione del personale in servizio nei musei, con il rapporto con le aziende private e anche con un nuovo rapporto con il Miur”.

Con il ministero dell’Istruzione è necessario “riscrivere il profilo professionale dell’archeologo, dello storico dell’arte, dell’architetto – conclude Lampis – per aggiornarlo ai tempi e alle esigenze di questi musei che sono presi d’assalto e hanno una domanda di qualità della presentazione delle opere non paragonabile al passato”.

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