Tornano sabato 13 e domenica 14 ottobre le Giornate Fai d’autunno, un weekend in cui soffermare lo sguardo sulle bellezze poco conosciute e inaccessibili del nostro paese.

Da Nord a Sud della Penisola l’invito è quello di lasciarsi sorprendere dalla ricchezza del patrimonio diffuso italiano, scoprendo con occhi curiosi e da prospettive insolite 660 luoghi in tutte le regioni. Per l’occasione 3800 volontari accompagneranno gli italiani lungo 150 itinerari a tema, che vedranno l’apertura di luoghi solitamente non visitabili o poco valorizzati: palazzi, chiese, castelli, aree archeologiche, giardini, architetture industriali, botteghe artigiane, musei, fari ma anche interi quartieri e Borghi.

BONISOLI: MANUTENZIONE SIA PRIORITÀ DEL MIBAC

“Grazie al Fai per quello che fa, penso che sia una cosa molto positiva e di cui essere fieri, non solo il Fai ma tutto il paese”, ha spiegato il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli. “Abbiamo l’opportunità di discutere su quale sia il miglior modo di far lavorare insieme l’ambito pubblico e istituzioni che non fanno parte della sfera pubblica, ma che si mettono a disposizione per realizzare uno scopo pubblico. Su questo lavoreremo al Mibac, per identificare quegli elementi che possano aiutare la gestione del patrimonio culturale a essere più efficiente”.

Penso, ha aggiunto il titolare del Collegio Romano, “che per il paese sia arrivato il momento di fare un esame di coscienza e vedere se nel passato sono state messere risorse sufficienti nella manutenzione, e temo che la risposta sia negativa. È il momento che la manutenzione diventi una delle priorità del ministero”.

Il Mibac, ha aggiunto Bonisoli, “ha in mente di investire in conservazione e sicurezza, di spendere i soldi degli italiani per mettere in sicurezza le chiese, i parchi archeologici, i monumenti, i musei, per evitare che accadono quelle cose accadute nel passato”.

IL RUOLO DELL’UE

L’evento si svolge in collaborazione con la commissione europea, nell’ambito delle attività dedicate all’Anno europeo del patrimonio culturale. Infatti alcuni dei luoghi aperti il 13 e il 14 ottobre sono stati recuperati e valorizzati grazie a finanziamenti europei. “L’Europa investe nello sviluppo culturale, vogliamo con questa iniziativa far capire che i fondi europei vanno anche nella cultura. L’Ue crede che investire in cultura sia il punto di partenza di un’Europa unita”, ha spiegato Vito Borrelli, vice capo della rappresentanza della Commissione europea in Italia.

I LUOGHI APERTI

Tanti i luoghi che verranno aperti in 250 città italiane. A Roma sarà possibile visitare tra l’altro il bunker della Stazione Termini e l’ala Mazzoniana; a Napoli il Giardino e ipogeo Babuk e il Real orto botanico; a Torino i Murazzi del Po; a Parma la Certosa; a Milano il palazzo Edison e Palazzo Marino; a Venezia la casa Masieri.

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