Vista “l’importanza storica, culturale e sociale” del Gigante delle Cinque terre, “si chiede di sapere quale azione il Ministero intenda intraprendere per la conservazione della statua”. E’ quanto chiede in un’interrogazione rivolta al Mibac la senatrice Stefania Pucciarelli (Lega). Il Gigante delle Cinque terre è un’opera di 12 metri in cemento colato su intelaiatura di ferro e scolpita a cielo aperto da Arrigo Minerbi nel 1910 nelle rocce del golfo delle cinque terre su commissione della famiglia Pastine a Monterosso (La Spezia).

Il 5 luglio 2017, scrive Pucciarelli, “la Soprintendenza per l’archeologia, belle arti e paesaggio per la Liguria avvia il procedimento di dichiarazione di interesse storico ed artistico del bene; a cavallo di Ferragosto 2017, a seguito di distacchi di roccia sotto il Gigante e di piccole parti in cemento dell’opera stessa, è stata disposta, con ordinanza sindacale dall’amministrazione comunale e dalla Capitaneria di porto di La Spezia l’interdizione all’accesso della spiaggia libera e al molo del circolo velico ‘Monterosso’ sottostanti ai due lati della scogliera del Gigante, così come è stata vietata per ragioni di sicurezza la balneazione nello specchio d’acqua prospiciente a quel che resta del colosso; in poche settimane sono state realizzate la ponteggiatura (ancora installata) e le opere di emergenza necessarie per prevenire pericolosi nuovi distacchi”.

Infine, ricorda Pucciarelli, “il 24 ottobre 2017, con decreto dell’Ufficio tutela dei beni culturali del Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Liguria, a firma Piccioni, il bene è stato dichiarato di interesse culturale ai sensi dell’art. 10, comma 3, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela ivi contenute”.

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