Pisa Keith HaringL’opera “Tuttomondo” di Keith Haring a Pisa è sottoposta a tutela “proprio per la sua speciale relazione con la città” e “ in quanto ‘esempio di arte neo pop, ormai unica testimonianza pubblica presente sul territorio italiano di opere realizzate dall’artista americano”. Lo ha ricordato il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, rispondendo in commissione Cultura della Camera a un’interrogazione di Michele Anzaldi (Pd) in merito ad alcune dichiarazioni dell’amministrazione civica di Pisa su un’ipotesi di rimozione dell’opera.

“Il vincolo di tutela – spiega Vacca – è preordinato anche a garantire, per il futuro, forme corrette e controllate di conservazione e valorizzazione di un’espressione artistica che è testimonianza creativa della nostra epoca”.

La locale Soprintendenza, ha aggiunto, “ha comunicato che non risultano pervenute note o documenti ufficiali riferite al murales di Haring e che le notizie riferite nell’atto parlamentare, lo stesso Ufficio le ha apprese dagli organi di stampa”.

L’OPERA

“Tuttomondo” è il murale che il celebre artista statunitense Keith Haring, – capofila, con Jean-Michel Basquiat della tendenza artistica americana degli anni Ottanta conosciuta come Graffittismo o Graffiti Art, antesignana della moderna Urban (o Street) Art – ha realizzato nel giugno del 1989 a Pisa, sulla parete cieca del convento di Sant’Antonio Abate affacciata sull’omonima piazza.

L’opera è stata realizzata in seguito a un accordo raggiunto tra l’artista, il Comune di Pisa e il parroco della chiesa di Sant’Antonio. Il murale è una delle ultime opere realizzate dall’artista prima di morire nel febbraio del 1990 ed è nato in occasione di un soggiorno a Pisa di Haring dietro invito di un giovane studente pisano che aveva conosciuto casualmente per le strade di New York.

L’opera è un acrilico su muro che copre una superficie di 180 metri quadrati (10 metri di altezza per 18 di larghezza) e rappresenta, oltre che l’opera più monumentale di Haring, anche uno dei più grandi graffiti realizzati in Europa, considerato dall’artista stesso – come ricorda nei suoi celebri diari – uno dei più importanti progetti da lui realizzati.

Tuttomondo è un lavoro site specific appositamente pensato per Pisa e per la piazza che lo ospita, e programmaticamente progettato, a differenza di altri lavori di Haring, per durare in maniera permanente. Questo aspetto è dimostrato dal fatto che l’artista ha scelto delle tempere acriliche (fornite gratuitamente da un’azienda) che potessero garantire una qualità cromatica per tempi piuttosto lunghi. L’esecuzione del murale è testimoniato, oltre che dai già citati diari, anche da due video realizzati durante i lavori.

Le figure che popolano il murale sono trenta e tutte connotate simbolicamente o allegoricamente. La composizione a incastro delle figure tracciate con linea netta e colori saturi e brillanti, tipica dello stile di Haring, parte dalla croce pisana (formata dalla fusione di quattro personaggi), simbolo della città toscana, posta al centro. Da lì si propaga in senso centrifugo il resto della composizione, quasi a pensare che questa idea di fratellanza di pace parta e si diffonda proprio dal centro di Pisa, che in tal senso si fa portatrice di un messaggio universale e non semplicemente locale.

A complemento di ciò, tuttavia, il radicamento dell’opera con il territorio rimane in ogni caso forte: non è solo la citata croce pisana che domina l’impostazione dell’immagine a porsi in stretta relazione con la città e la sua storia, ma è anche la scelta cromatica a dialogare armonicamente con il territorio circostante, laddove l’artista sceglie toni e cromie che recuperano colori dei palazzi circostanti, con il chiaro intento di creare un’opera che si inserisca senza traumi con la storia stratificata della città. In questo senso, dunque, l’opera – sebbene di recente esecuzione – assume anche un importante valore identitario per la cittadinanza e per il Paese, che travalica il mero interesse turistico, ponendosi come una delle icone della stessa città toscana.

Nel 2011 grazie ad una accordo tra Comune di Pisa, la Keith Haring Foundation e l’azienda Caparolcenter, è stato avviato un delicato intervento di restauro, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, che ha ripulito il murale, senza ricolorarlo. Successivamente, nel 2012 è stata apposta una sostanza protettiva sulla pellicola pittorica al fine di rallentarne il naturale processo di invecchiamento.

L’opera rappresenta il più importante intervento artistico su suolo italiano degli anni Ottanta e certamente un caposaldo della recente storia dell’arte, il cui valore – ampiamente storicizzato – è riconosciuto dalla numerosa bibliografia internazionale dedicata al murale, sia monografica che miscellanea.

ANZALDI: DA MIBAC STOP A PROPAGANDA SU MURALES HARING

“Su solleticazione del Pd, che ha presentato un’interrogazione sul tema, il Mibact ha finalmente fatto chiarezza sulla sorte del murales pisano di Keith Haring ‘Tuttomondo’: essendo sottoposto a vincolo non potrà che rimanere al suo posto”, ha dichiarato Michele Anzaldi.

“Il ministero – spiegano – ha infatti messo nero su bianco che l’opera è vincolata ‘in quanto esempio di arte neo pop, ormai unica testimonianza pubblica presente sul territorio italiano di opere realizzate dall’artista americano’. Tale vincolo è ‘preordinato anche a garantire, per il futuro, forme corrette e controllate di conservazione e valorizzazione di un’espressione artistica che è testimonianza creativa della nostra epoca’. Queste parole il Mibact ridimensiona la polemica montata dall’assessore leghista del Comune di Pisa Andrea Buscemi contro un murale, per quello che è: uno sconclusionato tentativo di essere notato”.

CIAMPI: KEITH HARING RESTA DOV’È, BUSCEMI CAMBI MESTIERE

“Tuttomondo non sarà spostato: il ministero sconfessa l’idea dell’assessore alla cultura del Comune di Pisa Andrea Buscemi che aveva avuto il coraggio, nelle scorse settimane, di chiedere la rimozione dell’opera di Keith Haring universalmente riconosciuta come il più importante intervento artistico in Italia degli anni ‘80”, ha aggiunto Lucia Ciampi.

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