“La competente Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, il 12 aprile del 2018, ha espresso parere negativo al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per i lavori in variante al progetto di ampliamento e adeguamento del deposito costiero liquidi infiammabili presso il porto di Torre Annunziata-Molo di Levante, trattandosi di un’area molto sensibile sotto i profili della tutela paesaggistica”. Lo ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, rispondendo in commissione Cultura della Camera a un’interrogazione del presidente della stessa commissione, Luigi Gallo (M5S), relativa alle iniziative che intende assumere il Mibac per impedire la prosecuzione delle opere di ampliamento e adeguamento deposito costiero di liquidi infiammabili mediante realizzazione di nuovo serbatoi nella zona di Torre Annunziata.

“Considerato che la Regione Campania non ha ancora redatto un nuovo Piano Paesaggistico a norma del Codice dei beni culturali e del paesaggio -ha proseguito Vacca -, ma sono tuttora vigenti i vecchi Piani Paesistici ex lege n.431 del 1985, l’atto di diniego emanato dalla Soprintendenza si sostanzia come parere preventivo vincolante e obbligatorio che, di fatto, inibisce il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e, in conseguenza, il rilascio, da parte dell’amministrazione comunale, del titolo a costruire”.  Pertanto, ha aggiunto il sottosegretario, “alla luce di quanto sopra evidenziato, risulta che, attraverso l’attività istruttoria espletata e le necessarie conseguenti verifiche, la Soprintendenza abbia adottato, attraverso l’atto di diniego, ogni necessaria tutela per impedire la prosecuzione dei lavori di ampliamento delle cisterne in parola”.

Inoltre, ha ricordato Vacca, l’area in questione “è ricompresa nel Piano strategico per lo sviluppo delle aree comprese nel piano di gestione del sito Unesco ‘Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata’ redatto dall’Unità Grande Pompei ed adottato in sede di Comitato di Gestione del 20 marzo 2018 a Roma. L’area in questione, potrebbe essere presa in considerazione per futuri interventi sul waterfront dell’area torrese”. Quindi, ha assicurato il sottosegretario, il Mibac “proseguirà attraverso l’istituzionale attività di vigilanza, controllo e valorizzazione, attraverso l’operato della Soprintendenza e degli altri Uffici presenti sul territorio stesso”.

LA REPLICA

Nella sua replica, il presidente Gallo ha apprezzato la risposta di Vacca dichiarandosi “colpito dall’attenzione mostrata dalla Soprintendenza dell’area archeologica di Napoli per il tema, che, nonostante l’organico assai ridotto e la difficoltà ad intervenire in un’area molto urbanizzata e ricca di beni culturali, ha bene difeso il territorio”. Gallo ha inoltre sottolineato la responsabilità del sindaco di Torre Annunziata e del presidente della Regione Campania “per il ritardo nell’adozione del piano urbanistico, che sta provocando difficoltà”.

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