Mibac Bonisoli cultura sistema museale nazionale restauratori“Nella grande maggioranza dei casi il mancato versamento di ulteriore documentazione, da parte delle amministrazioni statali, agli Archivi di Stato competenti a riceverla per dislocazione territoriale dipende dalla impossibilità, da parte di detti Uffici, di accettare ulteriori versamenti atteso che la capacità di archiviazione dei relativi depositi risulta ormai esaurita”, per cui “la soluzione al problema non può essere trovata nel ricorso allo strumento della sanzione disciplinare”. Così il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, rispondendo in commissione Cultura della Camera all’interrogazione del deputato di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, sull’obbligo di versamento agli archivi di Stato dei documenti relativi agli affari esauriti da oltre 30 anni. Un obbligo, secondo Foti, “che non viene da molte amministrazioni periferiche rispettato” e che dovrebbe spingere il Mibac a valutare “la sussistenza dei presupposti per attivare lo strumento del procedimento disciplinare a carico dei responsabili dell’omissione”.

“Una eventuale azione disciplinare -ricorda Vacca – deve essere attivata con le modalità previste dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, secondo una gradualità gerarchica che è, comunque, in capo all’amministrazione di appartenenza del funzionario eventualmente inadempiente, e, di conseguenza, il Ministero per i beni e le attività culturali potrebbe effettuare, al più, una segnalazione dell’eventuale inadempienza all’Amministrazione presso la quale il funzionario in questione presta servizio”.

Il sottosegretario si sofferma invece sul problema della razionalizzazione degli spazi destinati ad archivi e alla “palese incongruenza” contenuta nella normativa vigente. Perché, ricorda Vacca, da un lato si impone “a tutte le Amministrazioni pubbliche di conseguire una riduzione degli spazi in uso, inclusi quelli destinati ad archivio” mentre, dall’altro, si prevede “l’obbligo di versamento, a carico delle medesime Amministrazioni, del materiale documentario selezionato per la conservazione a fini storici (e, dunque, illimitata) nei competenti Archivi di Stato, i quali, però, non sono esentati dal processo di razionalizzazione degli spazi”.

Vacca auspica quindi che, “in ragione dei particolari compiti del Mibac e del rilevante onere cui è chiamato, sarebbe opportuno prevedere, per esso, una deroga che gli consentisse di utilizzare integralmente l’importo dei risparmi conseguiti in sede di razionalizzazione degli spazi per aumentare lo spazio da destinarsi alla conservazione della documentazione storica, cosa che consentirebbe alle altre amministrazioni dello Stato di effettuare i versamenti documentali cui sono tenute”.

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