A seguito della demolizione del villino di via Ticino nel quartiere Coppedè di Roma, il ministero dei Beni culturali ha esplorato tutte le possibili modalità per tutelare i tessuti urbani dei “villini”, anche in via surrogatoria rispetto agli enti locali – cui spetterebbe il compito di una corretta gestione del territorio tramite le competenze urbanistiche. A seguito di sollecitazioni del Mibac, “il 29 marzo 2018 la Sovrintendenza Capitolina, rivedendo un precedente parere, si è espressa dichiarando l’intenzione di inserire Villa Paolina nella Carta per la qualità”. Lo ha ricordato il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, rispondendo in commissione Cultura della Camera a un’interrogazione di Flavia Piccoli Nardelli (Pd) in merito alla tutela della Villa Paolina di Mallinckrodt, sita nel secondo Municipio di Roma.

Vacca ricorda che il 30 marzo, proprio a tutela di Villa Paolina, il Segretario Generale del ministero ha organizzato una riunione di coordinamento nel corso della quale, con il supporto dell’Ufficio Legislativo, si è concordato che l’abito giuridico più calzante a disposizione del Ministero per la tutela del tessuto dei “villini”, potesse essere l’avvio del procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico paesaggistico, come complesso di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, relativo agli ambiti urbani esterni alle Mura Aureliane, interessati dalla presenza dei villini edificati tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, partendo prioritariamente dalle zone di maggior interesse.

“Tuttavia – ha spiegato il sottosegretario – tale procedimento risulta estremamente complesso in quanto comporta la perimetrazione di vaste aree omogenee, previa individuazione e censimento dei suddetti villini, nonché la costruzione del sistema di prescrizioni e regole d’uso che dovranno normare l’attività edilizia all’interno del perimetro individuato”.

La Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma è attualmente impegnata in tale complessa ricognizione e il Ministero sta intraprendendo ulteriori iniziative di coordinamento al fine di favorire tale attività tecnica. “Non si può pertanto che auspicare un’ampia convergenza trasversale a salvaguardia di questi tessuti urbani, anche a livello regionale”, ha concluso Vacca.

PICCOLI NARDELLI

Nella sua replica, la Piccoli Nardelli ha evidenziato come negli ultimi mesi le questioni urbanistiche concernenti i villini del quartiere Trieste di Roma abbiano suscitato un “forte interesse nei cittadini, che hanno anche dato vita a comitati e movimenti per sollecitare interventi a difesa di un tessuto urbano di grande prestigio e per impedire che villini di età risalente – come Villa Paolina – vengano demoliti per fare spazio ad edifici architettonicamente fuori contesto”.

L’ex presidente della VII Commissione ha quindi invitato il Collegio Romano ad apporre “opportuni vincoli paesaggistici volti ad impedire l’introduzione di elementi urbanistici impropri in zone che meritano attenzione, nel rispetto di tutti i cittadini, facendosi anche promotore di iniziative, nelle sedi di confronto con gli altri livelli di governo, per sensibilizzare l’amministrazione sull’esigenza di difendere il tessuto urbano ed architettonico di una zona”.

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