Anche le guide turistiche sono scese in piazza per chiedere che il Governo intervenga con i fatti su tante questioni che “mortificano anche la nostra professione e che rendono sempre più difficile svolgere il nostro lavoro”. Isabella Ruggiero, presidente dell’Associazione guide Turistiche Abilitate (AGTA), interviene a margine della prima manifestazione nazionale per la cultura e il lavoro. Al corteo partecipano associazioni, sindacati, federazioni e collettivi: arrivano da tutta Italia per chiedere di “trattare la cultura come uno dei settori cardine dell’economia Italiana”.

“Ci sono tre problematiche che impattano particolarmente in maniera negativa, sia rendendo sempre più difficile poter svolgere la nostra professione sia diminuendo la possibilità di lavorare, cioè togliendo proprio lavoro”, spiega ad AgCult Ruggiero che è intervenuta alla manifestazione anche a nome di Federagit Confesercenti. Innanzitutto “il problema della progressiva privatizzazione, di fatto, dei monumenti pubblici. In secondo luogo, il problema dei servizi aggiuntivi che in alcuni casi vengono gestiti in modo da ostacolare i soggetti concorrenti, cioè guide e agenzie. E infine il problema del volontariato”.

LE SOCIETA’ DI SERVIZI

Tre questioni profondamente connesse che sono all’origine della sempre maggiore difficoltà di lavorare per le guide. “E’ fondamentale intervenire sulla questione dei monopoli delle società di servizi e della privatizzazione dei monumenti pubblici – dice Isabella Ruggiero -. In determinati siti le proroghe delle concessioni, che permettono a qualcuno di gestire un monumento da 20 anni di cui quasi metà in regime di proroga, hanno determinato una gestione privatistica che va contro tutte le norme della libera concorrenza e che si profila come abuso di posizione dominante”.

“Le società private si stanno arricchendo da 20 anni sui monumenti pubblici, mentre lo Stato, almeno nel caso dei monumenti più famosi, perde milioni di euro che, se non lasciati alle società private, potrebbero essere usati per la manutenzione, per migliorare i servizi al pubblico, per servizi di sicurezza più efficienti, per aumentare il personale. Il personale di custodia è assolutamente insufficiente e si lasciano opere e strutture a rischio, incustoditi. I servizi forniti sono di pessima qualità non solo per il pubblico, ma anche per le migliaia di agenzie turistiche di tutto il mondo e per le guide. In pratica, una gestione che danneggia tutti, eccetto la società che ha l’appalto”.

“Ricordiamoci però che parte della colpa è di chi, nello Stato, doveva vigilare – a favore dello Stato e del pubblico – e non lo ha fatto”, aggiunge la presidentessa di AGTA. “La privatizzazione dei siti porta anche a un altro problema: le guide, che sarebbero i professionisti preposti all’illustrazione dei monumenti e per questo hanno acquisito competenze, vengono man mano escluse e ci viene impedito di svolgere visite guidate in vari monumenti pubblici. Fenomeno legato al potere delle società di servizi da una parte e al problema del volontariato dall’altro”.

“Chiediamo poi una inversione di tendenza netta rispetto alla politica del volontariato portata avanti negli ultimi anni. Non si possono gestire i beni culturali con volontari: volontari del servizio civile, volontari studenti, volontari pensionati. Il volontariato è benemerito ma non laddove va a sostituire e sottrarre posti di lavoro. Non quando migliaia di giovani – e anche non più giovani – sono disoccupati nonostante lauree e specializzazioni”.

I VOLONTARI

Non si è mai sanata la ferita inferta dal Quirinale a noi guide 3 anni fa, quando l’apertura al pubblico di nuovi percorsi è coincisa con l’eliminazione delle guide: il divieto per noi di svolgerci visite. Il Quirinale ha deciso di riservare i percorsi di visita agli studenti, che con il lavoro nel Palazzo guadagnano crediti, e ai volontari del Touring Club. Sebbene le guide, in quanto liberi professionisti, non pesassero di un euro sulle casse dello Stato. Invece al Quirinale il volontariato è diventato legge, è diventato un obbligo. E naturalmente una nota società di servizi è stata scelta per gestire il tutto”.

“Non possiamo che protestare ancora una volta per il fatto che, in quella che dicono essere la Casa degli Italiani, proprio ai professionisti competenti per illustrare i monumenti viene impedito di svolgere la propria professione. Non solo, ma che in un paese la cui Costituzione dice basato sul lavoro, nel Palazzo che rappresenta questo Paese, si vieta alle guide di lavorare e si usano solo volontari”.

Le guide turistiche sono “i professionisti preposti all’illustrazione del patrimonio artistico e archeologico italiano e per tale compito studiano, passano prove abilitative, si aggiornano. Chiediamo che non ci siano più musei, palazzi e siti pubblici interdetti alle guide, dove ci viene impedito di lavorare”.

LA LEGGE DI RIORDINO

Infine, la categoria aspetta da anni una legge di riordino. “Il vuoto e il caos normativo hanno creato una situazione di confusione e di illegalità di cui approfittano gli abusivi di tutto il mondo. E ancora una volta ci rimettono anche le casse dello Stato: perché per ogni persona senza abilitazione che lavora, ci sta una a casa che non solo non guadagna, ma neanche paga le tasse su quel servizio. E ci rimettono i giovani che aspettano da anni un bando di concorso, mentre ancora non si riesce a sapere come diventare guida turistica nel rispetto delle leggi, senza dover ricorrere a espedienti”.

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