Manifestazione cultura 6 ottobre“Troppa paura senza cultura”, “Non c’è ricchezza senza bellezza”, “Di cultura si vive, di precarietà si muore”. Sono alcuni degli slogan che ripetono i professionisti dei beni culturali – attori, archeologi, architetti, tecnici, operatori, custodi – oggi in piazza a Roma per la prima manifestazione nazionale per la cultura e il lavoro. Al corteo partecipano associazioni, sindacati, federazioni e collettivi: arrivano da tutta Italia per chiedere di “trattare la cultura come uno dei settori cardine dell’economia Italiana”.

CGIL FP BENI CULTURALI

“Chiediamo un cambio radicale delle politiche pubbliche nel settore culturale, sia per quanto riguarda i modelli organizzativi sia per la questione del mercato del lavoro “, ha detto ad AgCult Claudio Meloni, coordinatore nazionale CGIL FP Beni culturali.

“Chiediamo – continua Meloni – di mettere la cultura al centro delle politiche pubbliche del paese. Abbiamo un patrimonio straordinario che non può essere visto come un pozzo di petrolio, ma serve per la crescita del paese”. Il sindacato chiede “un cambio di rotta, anche perché siamo uno dei paesi che spende di meno nel settore. Chiediamo investimenti occupazionali e regolamentazione del mercato del lavoro, con politiche che devono incrementare gli organici pubblici”.

UILPA CULTURA

“Al di là di alcune recenti novità che sembrerebbero dare valore dal punto di vista occupazionale ai lavoratori del settore, manca una visione strategica che voglia investire fondi sostanziosi per promuovere l’occupazione – ha affermato ad AgCult Federico Trastulli, responsabile Cultura UILPA -. Questa è un’occasione importante anche per mettere in contatto settori che fanno parte della stessa famiglia”.

Si tratta, ha proseguito Trastulli, della “prima occasione di sinergia, speriamo di far emergere una piattaforma di programma affinché non finisca qua”. Al governo il sindacato chiede “l’interruzione di tagli lineari. Non dobbiamo penalizzare una realtà che funziona, il comparto cultura funziona ed è un importante indotto economico”. “Ci deve essere – ha concluso Trastulli – una massiccia attenzione alle necessità occupazionali. Abbiamo bisogno di nuovo personale, e soprattutto di nuove competenze perché il lavoro culturale sta cambiando”.

USB BENI CULTURALI

“Rivendichiamo il diritto al lavoro. Il mondo della cultura è una fonte occupazionale importante”, ha detto ad AgCult Domenico Blasi, del coordinamento nazionale Beni culturali dell’USB. “Vogliamo che sia il ministero a gestire appalti, attività, servizi e funzioni – continua Blasi -. Vorremmo che tutto tornasse sotto la gestione pubblica e istituzionale”.

MI RICONOSCI? SONO UN PROFESSIONISTA DEI BENI CULTURALI

Uno dei collettivi che ha promosso la manifestazione è ‘Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali’. “Siamo qui in piazza con tutti i lavoratori perché crediamo che deve essere chiaro un messaggio: tutte le attuali politiche del settore non hanno nessun tipo di utilità e vantaggio per la cittadinanza”, ha affermato ad AgCult Leonardo Bison, del collettivo.

“Siamo la generazione dell’utilizzo sistematico di lavoro gratuito o sottopagato – ha sottolineato Bison, che di mestiere fa l’archeologo – e questo è folle. Chiediamo un radicale cambio di rotta che per ora non riusciamo a vedere. Chiediamo di rivedere il sistema delle esternalizzazioni, chiediamo l’aumento delle assunzioni così come hanno promesso, e l’aumento degli investimenti perché non c’è nessun tipo di possibilità di gestione dei beni culturali a basso costo”. “Speriamo che questa manifestazione sia la prima di tante altre o l’ultima se il governo fa quello che chiediamo”, ha concluso Bison.

COMITATO FONDAZIONI LIRICHE

“Siamo qui per rivendicare l’articolo 9 della Costituzione. La cultura è stata maciullata dai governi”, ha sottolineato ad AgCult Francesco Bovino, del Comitato nazionale delle Fondazioni lirico sinfoniche. “L’atto finale è stato l’articolo 24 della legge 160 che precarizza i lavoratori – ha continuato Bovino -. Chiediamo politiche che siano in netta discontinuità con i governi precedenti e che tornino a tutelare cultura e lavoro. La cultura è un lavoro, non un hobby”.

FACCIAMOLACONTA

In piazza, inoltre, gli attori, riuniti nel movimento FacciamoLaConta. A manifestare ci sono anche volti noti del teatro e del cinema, tra cui Anna Bonaiuto. “È sotto gli occhi di tutti quanto la cultura abbia avuto una svolta negativa – ha detto l’attrice ad AgCult -. Mi fa piacere che questa iniziativa sia partita dai giovani”. “Sono contenta che siano riusciti a organizzare anche una manifestazione di attori – ha continuato Bonaiuto -, che è rara in Italia, per parlare di una cosa seria come la cultura”.

“Nel nostro settore non c’è una visione strategica su come accrescere il sistema lavoro – ha detto ad AgCult l’attore Luchino Giordana -. Chiediamo che venga rispettato il nostro contratto nazionale e che le imprese che non lo rispettano siano multate o estromesse dal Fus”. “Chiediamo – ha proseguito l’attore – un contratto nazionale per l’audiovisivo che manca da troppi anni, chiediamo welfare e tutela”.

GUIDE TURISTICHE

Anche le guide turistiche dell’AGTA (Associazione Guide Turistiche Abilitate) e di Federagit Confesercenti sono scese in piazza oggi per chiedere che il Governo intervenga con i fatti su tante questioni che “mortificano anche la nostra professione e che rendono sempre più difficile svolgere il nostro lavoro”.

“Ci sono tre problematiche che impattano particolarmente in maniera negativa, sia rendendo sempre più difficile poter svolgere la nostra professione sia diminuendo la possibilità di lavorare, cioè togliendo proprio lavoro”, spiega ad AgCult la presidentessa di AGTA Isabella Ruggiero. Innanzitutto “il problema della progressiva privatizzazione, di fatto, dei monumenti pubblici. In secondo luogo, il problema dei servizi aggiuntivi che in alcuni casi vengono gestiti in modo da ostacolare i soggetti concorrenti, cioè guide e agenzie. E infine il problema del volontariato”.

LINK-COORDINAMENTO UNIVERSITARIO

Gli studenti invece denunciano il “definanziamento nel settore, che ha una ripercussione nei percorsi formativi”, ha affermato ad AgCult Alessio Bottalico, coordinatore nazionale di Link -Coordinamento Universitario. “Noi rivendichiamo un futuro dignitoso nel settore. Usciti dai percorsi formativi siamo costretti a un futuro precario”, ha proseguito Bottalico. “Chiediamo a Bonisoli maggiori investimenti per le assunzioni, per la valorizzazione e per l’accesso alla cultura – ha concluso Bottalico -. Continueremo a lavorare per un altro modello di alternanza che non sia sfruttamento”.

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