Riconoscere esplicitamente il ruolo fondamentale della cultura per il progresso dell’Unione europea. Aumentare le risorse dedicate alla cultura arrivando almeno all’1% del bilancio dell’Ue. Promuovere nuovi modelli di governance per il settore culturale. Sono alcune delle richieste del network europeo Culture Action Europe, lanciate in occasione delle elezioni europee del 2019. Il Cae si rivolge sia ai politici europei sia ai candidati e ai futuri membri dell’Unione per mettere la cultura al centro dei programmi elettorali. Le elezioni europee del 2019 rappresentano “un momento cruciale per il futuro dell’Europa. Culture Action Europe fa appello a tutte le forze politiche per affrontare le questioni culturali in modo costruttivo e rispettoso all’interno delle elezioni europee”, si legge nel documento diffuso dal Cae.

AI PARTITI E AI GRUPPI POLITICI EUROPEI

Ai partiti e ai gruppi politici europei il Cae chiede di riconoscere esplicitamente il ruolo fondamentale della cultura per il progresso dell’Unione europea nei loro programmi, compresa una chiara definizione dei loro orientamenti strategici per la politica culturale a livello dell’UE. “Gli elettori – si legge ancora nell’appello del Cae – devono sapere in anticipo la posizione dei partiti sul sostegno alla cultura, alla diversità culturale e ai diritti culturali, alla libertà di espressione artistica e culturale, nonché le proposte riguardanti i regimi di welfare e le condizioni lavorative per i lavoratori culturali vulnerabili”. Richiesto inoltre di “proporre candidati con una ‘consapevolezza culturale’. Come prerequisito per una leadership forte, i candidati devono essere in grado di valutare le politiche da una prospettiva multiforme, comprese considerazioni sociali, economiche e culturali”. Per il capitolo risorse, il Cae chiede di “aumentare le risorse dedicate alla cultura arrivando almeno all’1% del bilancio dell’Ue. Europa Creativa deve essere dotata di risorse sufficienti per garantire impatto e accessibilità”.

AI CANDIDATI E AI FUTURI MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO

Ai candidati alle elezioni e ai futuri membri dell’Ue il Cae chiede di “incrementare il riconoscimento istituzionale della cultura raggiunto nella legislazione 2014-2019” e di “difendere i valori europei, in particolare la libertà di espressione artistica e culturale, i diritti culturali, nonché la diversità culturale come componente fondamentale delle società europee”. Richiesto, inoltre, di “promuovere nuovi modelli di governance per il settore culturale, attraverso un coordinamento a più livelli tra il settore culturale e gli attori pertinenti in altri settori, le istituzioni europee, gli Stati membri, nonché le autorità locali e regionali e le organizzazioni internazionali” e mediante “un intergruppo culturale nel Parlamento europeo per promuovere l’integrazione della cultura tra le aree politiche, garantendo la parità di trattamento a tutti gli attori del settore”. Necessario anche, secondo Culture Action Europe, “dedicare risorse sufficienti alla mobilità dei lavoratori culturali e delle opere culturali per tutti i settori all’interno e all’esterno dell’Europa; difendere, attraverso una nuova serie di principi legislativi, i valori fondamentali dell’UE nella sfera digitale, in particolare la libertà di espressione artistica e culturale; facilitare una digitalizzazione equa ed etica della cultura e del patrimonio culturale, tenendo conto della diversità e dell’inclusività”.

UN MOMENTO CRUCIALE PER L’UNIONE

Le elezioni europee del maggio 2019 si svolgeranno “in un momento cruciale per l’Unione europea. Dopo una dura recessione e un consolidamento fiscale, l’aumento delle disparità sociali ed economiche ha portato a un crescente disincanto politico e ad atteggiamenti euroscettici. Gli argomenti culturali vengono strumentalizzati – è la denuncia del Cae – per dividere gli europei e polarizzare le società in un contesto politico sempre più diviso”. E invece “quando i leader politici scelgono di vedere la cultura come una fonte di unità – sottolinea il network europeo -, la cultura diventa una forza per la cooperazione e la comprensione reciproca. E’ il momento di andare avanti e affermare che la diversità europea ci rende più forti”.

SFIDA ALLE VOCI EUROSCETTICHE

Culture Action Europe osserva “con preoccupazione le crescenti pressioni sulla libertà di espressione in tutta Europa, compresa la libertà di espressione artistica e culturale, e sull’indipendenza artistica” notando anche “una crescente esclusione dei gruppi sotto-rappresentati e dei loro diritti culturali. Queste tendenze sono contro i valori europei fondamentali”. Il Cae “sfida le voci euroscettiche e si allinea alle iniziative politiche che riconoscono il contributo della cultura all’Europa come forza necessaria per l’unità, l’uguaglianza e la cooperazione inclusiva” facendo appello “a tutte le forze politiche per difendere il dialogo contro l’odio e per sostenere con orgoglio la diversità culturale come una risorsa europea fondamentale”.

POLITICHE CULTURALI PER UN’EUROPA FORTE

Le nuove sfide globali richiedono “un’Europa coraggiosa e decisa – si legge ancora nell’appello del Cae -. Politiche culturali ambiziose e mirate a livello europeo e internazionale sono una parte fondamentale di un’Europa forte, che il settore culturale sosterrà e difenderà”. Secondo il Cae – che incoraggia a “partecipare attivamente” alle elezioni europee – il “futuro dell’Unione europea come impresa comune è difficile da immaginare senza il riconoscimento esplicito della sua dimensione culturale”. Il Cae invita, inoltre, “tutti gli operatori culturali e le organizzazioni a unirsi a noi nel diffondere il messaggio che un’Europa unita nella sua diversità è un progetto forte e bello per cui vale la pena lottare, per cui vale la pena votare”.

Per approfondimenti:

Leggi l’appello del network europeo Culture Action Europe

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