Reggia Caserta MuseiUn’interrogazione sull’imminente nomina del nuovo direttore della Reggia di Caserta è stata presentata dal deputato Pd, Piero De Luca, al ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli. Il prossimo 31 ottobre, infatti, in ragione della legge sulla quiescenza obbligatoria per limiti di età dei dipendenti pubblici, l’incarico di Mauro Felicori come direttore della Reggia di Caserta cesserà in anticipo di un anno rispetto alla scadenza originariamente prevista. Felicori, insediatosi nell’ottobre del 2015, a seguito di procedura concorsuale prevista nell’ambito della cosiddetta “riforma Franceschini”, “ha decisamente rilanciato l’immagine della Reggia sulla scena culturale nazionale –sottolinea De Luca -: basti pensare che il Palazzo Reale chiuderà il 2018 con un nuovo record di visitatori, toccando quota 900 mila visitatori (a fronte dei 837.848 accessi del 2017, contro i 497.038 del 2015 e 681.101 del 2016)”.

Bonisoli, afferma De Luca, “a giudicare dalle prime dichiarazioni rilasciate anche in sede parlamentare sembrerebbe intenzionato a rivedere l’impianto della ‘riforma Franceschini’, che ha consentito un indiscusso rilancio del patrimonio culturale, in particolare quello statale, in Italia, e questo potrebbe determinare che la nomina del successore di Felicori potrebbe seguire un iter diverso da quello tracciato dall’ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni, non fosse altro perché i tempi di una nuova procedura di selezione pubblica sono chiaramente inconciliabili con l’imminente scadenza dell’incarico de quo”.

Per queste ragioni, De Luca chiede al titolare del Mibac se non sia “opportuno avviare, con la massima urgenza, una procedura di selezione pubblica aperta e trasparente per l’individuazione , su basi di assoluta competenza e qualità manageriali, del nuovo direttore della Reggia di Caserta, al contempo adottando iniziative per la proroga dell’incarico al dottor Mauro Felicori nelle more della nomina del nuovo direttore, onde evitare una pericolosa vacatio nella direzione del Museo e, conseguentemente un danno gestionale per il Palazzo Reale”.

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