Reati contro il patrimonio NicosiaNelle prossime settimane il Governo presenterà un disegno di legge di ratifica della Convenzione di Nicosia in materia di lotta contro il traffico illecito e la distruzione di beni culturali. L’annuncio è stato dato dal sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi, di fronte alla II Commissione della Camera, impegnata in questi giorni nell’esame della proposta di legge Orlando-Franceschini che interviene proprio sulle misure di contrasto ai reati contro il patrimonio culturale. La proposta di legge del Partito democratico ripropone il testo approvato da Montecitorio nella scorsa legislatura e per questo ha potuto godere del percorso privilegiato della ‘dichiarazione d’urgenza’, in base alla quale il testo dovrà esaurire il suo percorso in Commissione secondo tempi contingentati e tornare la prossima settimana in Assemblea. L’intendimento dei commissari, a quanto apprende AgCult, è quello di operare interventi minimi, volti a rendere il testo compatibile con le prescrizioni contenute nella Convenzione di Nicosia, in modo da agevolare poi il lavoro di sintesi che sarà operato in seconda lettura al Senato.

In realtà, come anticipato a maggio da AgCult, è da qualche mese che il governo starebbe valutando la possibilità di far confluire nel ddl di ratifica della Convenzione le misure previste dalla proposta dei due ex ministri democrat. (Per approfondimenti: Reati contro il patrimonio, Governo valuta il recupero delle norme nella Convenzione di Nicosia). Il rischio, tuttavia, è che invece di essere una corsia preferenziale, l’abbinamento con la Convenzione di Nicosia finisca per essere una pietra al collo del provvedimento, soprattutto visti i tempi medi di approvazione in Italia delle leggi di ratifica di trattati internazionali.

IN COMMISSIONE

L’annuncio del governo ha chiaramente monopolizzato il dibattito in Commissione. Il dubbio di molti è che ci sia il rischio di fare un doppio lavoro inutile, alla luce del fatto che entrambe le proposte interverranno sulla stessa materia. La Convenzione di Nicosia, adottata dal Consiglio europeo nel 2017, chiede infatti agli Stati membri di disciplinare le stesse fattispecie previste nella proposta Orlando-Franceschini. Ferraresi ha inoltre ribadito che “il provvedimento attualmente all’esame della Commissione sarà per almeno tre quarti sovrapponibile a quello del disegno di legge che sarà proposto dal Governo e che non si limiterà meramente a ratificare la citata Convenzione, ma che recherà anche parti ordinamentali”.

INTERVENTI LIMITATI

E’ per questo che la relatrice Valentina Palmisano (M5S) ha annunciato di voler intervenire sul testo all’esame della Commissione solo per “introdurre alcuni limitati miglioramenti”. Sarà infatti “inevitabile ritornare sull’argomento in sede di esame del disegno di legge di ratifica della Convenzione”. Secondo la relatrice, è pertanto più proficuo “rinviare a quella sede un intervento più incisivo sulle disposizioni relative alla tutela dei beni culturali”.

E, senza il consenso del Partito Democratico, non è possibile chiedere al Parlamento di attendere il ddl di ratifica per procedere con l’esame congiunto. La proposta di legge, infatti, come ha ricordato il sottosegretario alla Giustizia, è stata inserita “nel calendario dell’Assemblea in ‘quota opposizione’ e, sebbene il Governo abbia chiaramente espresso al Parlamento quali siano le proprie intenzioni, non può chiedere all’aula di rinviare l’esame del provvedimento”.

Tuttavia, ha precisato Ferraresi, “qualora il provvedimento prosegua il proprio iter alla Camera, la previsione delle pene per i reati previsti dalla proposta di legge sarà armonizzata nel corso dell’esame al Senato alla luce della ratifica della Convenzione di Nicosia”. Intanto, la Commissione ha votato sugli emendamenti presentati e inviato il testo alle commissioni che dovranno esprimere un parere prima del ritorno della pdl in aula.

IL PD VUOLE ANDARE AVANTI

Di fronte all’ipotesi di sospendere l’iter della pdl Franceschini-Orlando, il Pd ribadisce l’intenzione di andare avanti e di non chiedere all’aula un congelamento del provvedimento in attesa del ddl governativo. Alfredo Bazoli (PD) manifesta l’interesse del gruppo del Partito Democratico per l’approvazione del provvedimento ed esprime la convinzione che “l’approvazione del provvedimento rappresenti un segnale importante di attenzione verso la tutela del patrimonio culturale nazionale”. Bazoli dichiara anche “la disponibilità del proprio partito a svolgere un percorso utile all’armonizzazione del testo anche attraverso l’approvazione di emendamenti”.

Dello stesso avviso Cosimo Maria Ferri (PD) che, nel condividere le considerazioni del collega Bazoli, esprime la convinzione che “procedendo con l’approvazione del provvedimento l’Italia risulterà nella sostanza già adempiente rispetto ai contenuti della Convenzione di Nicosia”. Ferri pertanto invita a “licenziare al più presto il testo di legge, rinviando all’esame del Senato l’eventuale necessaria armonizzazione tra il provvedimento presentato da Orlando e Franceschini e il disegno di legge di ratifica del Governo”.

FORZA ITALIA

Per Forza Italia, questo lavoro rischia di essere “una perdita di tempo”. Giusi Bartolozzi (FI), ritiene “non opportuno licenziare un testo che potrà risultare successivamente incompatibile con il disegno di legge di ratifica della convenzione di Nicosia e sul quale sarà necessario ritornare”. Pertanto propone di “dedicare più tempo all’esame del provvedimento intervenendo già da ora sul testo per armonizzare le disposizioni in esso contenute con le indicazioni fornite dal Consiglio europeo nella Convenzione”.

LA CONVENZIONE DI NICOSIA

La Convenzione del Consiglio d’Europa è stata firmata poco più di un anno fa ed è volta a prevenire e combattere il traffico illecito e la distruzione di beni culturali, nel quadro dell’azione dell’Organizzazione per la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata. La Convenzione stabilisce diverse infrazioni penali, tra cui il furto, gli scavi illegali, l’importazione e l’esportazione illegali, nonché l’acquisizione e la commercializzazione dei beni così ottenuti. Riconosce inoltre come reato la falsificazione di documenti e la distruzione o il danneggiamento intenzionale dei beni culturali.

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