Imprese culturali e creativeCome possono i settori creativi e culturali prosperare nell’era digitale e far fronte alle sfide delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e la blockchain? Quali sono i modi migliori per sostenere l’innovazione tecnologica a livello europeo, nazionale e regionale? Che cosa accadrà se noi, come società, non agiamo subito? Oggi, 15 partner europei – tra i quali ArtLab – hanno presentato il loro nuovo “Manifesto europeo sul sostegno all’innovazione per i settori culturali e creativi” (EUROPEAN MANIFESTO ON SUPPORTING INNOVATION FOR CULTURAL AND CREATIVE SECTORS) in una conferenza stampa presso THE ARTS+, il festival sul futuro della cultura all’interno della Fiera di Francoforte. Per la prima volta i settori creativi europei hanno lanciato un appello unanime per un sostegno su larga scala all’innovazione nella cultura. Allo stesso tempo hanno lanciato un severo monito che, senza tale sostegno, il successo dei settori creativi – tra cui il giornalismo, la radiodiffusione, il patrimonio culturale e l’editoria – è a rischio nell’immediato futuro.

IL MANIFESTO

Come affermano i 15 partner nel manifesto: “La cultura è uno dei maggiori punti di forza dell’Europa. Ma in un’epoca di grandi cambiamenti tecnologici, l’Europa ha bisogno di una strategia per l’innovazione più efficace nei settori culturali e creativi. Attualmente, la logica delle grandi piattaforme commerciali sta ridisegnando non solo i mercati europei, ma anche la società. La cultura ci aiuta a dare un senso al nostro mondo e dovrebbe fornire un punto di riferimento morale per la tecnologia. Per rafforzare la cultura nella sua funzione di riferimento morale e consentire ai cittadini di trarne il massimo vantaggio, è necessario un notevole sostegno pubblico per l’innovazione culturale. Purtroppo, al momento, manca tale sostegno”

“L’importanza sociale, culturale ed economica delle industrie creative e culturali è enorme”, ha affermato Christian Ehler, membro del Parlamento europeo, alla conferenza stampa odierna. “Sono un settore chiave in Europa, di dimensioni maggiori rispetto al settore automobilistico o di quello chimico, ad esempio, per quanto riguarda il loro impatto sull’occupazione. È giunto il momento di considerare questi settori come settori chiave, dare loro l’importanza che meritano e metterli al centro delle politiche in materia di innovazione a livello europeo.” Ehler è stato anche correlatore di una relazione del Parlamento europeo che – già alla fine del 2016 – richiedeva una politica europea coerente per i settori creativi e sottolineava l’importanza di tali settori nel fornire “oltre 12 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, pari al 7,5% della forza lavoro dell’UE, creando circa 509 miliardi di euro di valore aggiunto al prodotto interno lordo (5,3% del valore aggiunto lordo totale dell’UE).”

Il Manifesto sostiene le richieste contenute nella relazione del Parlamento europeo e sollecita la rapida attuazione di una coerente politica per l’innovazione dei settori creativi a livello europeo, nazionale e regionale.

“Sebbene esistano numerose iniziative e start-up innovative nei settori creativi e culturali, pochissime di esse raggiungono una scala sufficientemente grande per avere un impatto maggiore sulla società o sul mercato”, ha dichiarato Holger Volland, co-fondatore di THE ARTS+. “Assistiamo ad un crescente gap tra tecnologia e cultura. La cultura, e con essa la società, stanno lottando per raggiungere la velocità esponenziale dell’innovazione tecnologica.”

FITZCARRALDO/ARTLAB

Ugo Bacchella, presidente della Fondazione Fitzcarraldo e partner strategico di THE ARTS+, ha osservato che “sono necessari investimenti su misura e sostegno strutturale se vogliamo beneficiare appieno dell’innovazione tecnologica e delle innovazioni nella produzione e nella distribuzione culturale per divulgare più cultura nella vita quotidiana dei cittadini. È così che si può sfruttare al meglio la diversità culturale e superare la frammentazione dei settori culturali.”

Negli ultimi mesi, 15 tra istituzioni europee e soggetti interessati dei settori culturali e creativi hanno collaborato al fine di individuare gli ostacoli strutturali più significativi all’innovazione nei settori creativi e di trovare le soluzioni migliori per una strategia coerente. Il risultato – il Manifesto – è stato presentato per la prima volta presso THE ARTS+ vertice sull’innovazione tenutosi ieri di fronte a oltre 100 esperti internazionali dei settori della cultura, tecnologia, politica ed economia.

GLI OSTACOLI ALL’INNOVAZIONE

I maggiori ostacoli all’innovazione individuati nel Manifesto sono:

  1. Un alto grado di frammentazione e un’elevata mentalità “da silo” che riflette le divisioni settoriali, linguistiche e nazionali, sebbene la collaborazione intersettoriale e transfrontaliera siano fondamentali
  2. Una generale mancanza di investimenti, fondi e finanziamenti: gli investimenti da parte di investitori esterni sono scarsi e le politiche in materia di forti finanziamenti pubblici sono insufficienti.
  3. Le caratteristiche specifiche dei settori creativi e la loro influenza sull’innovazione non sono facilmente misurabili e non sono facilmente comprensibili. E non sono ancora state individuate a livello politico.
  4. Le competenze tecniche e imprenditoriali sono scarsamente integrate.
  5. Le reti del valore stanno cambiando, apportando la necessità di nuovi valori e modelli di business.
  6. La cultura e la creatività esistono in un contesto sempre più globale, ma spesso gli operatori culturali e politici possiedono ancora una mentalità locale.

Il Manifesto propone le seguenti misure di sostegno ai settori culturali e creativi:

  1. Riconoscere la struttura convergente e ibrida dei settori e introdurre politiche più esplicite a sostegno del loro potenziale di innovazione.
  2. Aumentare gli investimenti pubblici nei settori culturali e creativi a un livello adeguato alla loro rilevanza in quanto settore chiave e adattare i programmi di finanziamento alle loro esigenze.
  3. Rendere più attraente investire nei settori rafforzando le forme alternative di investimento e consentendo nuove fonti di reddito.
  4. Rafforzare il dialogo tra le parti interessate a livello politico, culturale, tecnologico e industriale, nonché gli intermediari, gli operatori della ricerca e la società civile.
  5. Sostenere una definizione più ampia di innovazione che includa la “soft innovation”.
  6. Rafforzare il carattere internazionale dei settori culturali e creativi, rafforzando il ruolo delle politiche sovranazionali e delle misure di sostegno all’innovazione, soprattutto a livello dell’UE.

Approfondimenti:

Leggi il testo del Manifesto

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