Fumetti
Foto Simona Di Rosa

Il Lucca Comics & Games ha incoronato “Fumetti nei musei”. Al progetto del MIBAC e della Coconino è stato attribuito il prestigioso Gran Guinigi per la migliore iniziativa editoriale del 2018 (Premio Stefano Beani per un’iniziativa editoriale). Ne parliamo con Mattia Morandi, che è stato a capo dell’Ufficio stampa e comunicazione del Mibac negli ultimi 4 anni ed è l’ideatore del progetto #Fumettineimusei. “È stato un lavoro di squadra che ha unito due diverse esigenze e tante competenze”, spiega ad AgCult. “L’input è partito dal ministero, nell’ambito della riforma che ha finalmente puntato sui musei come luoghi di educazione, conoscenza e ricerca: volevamo infatti avvicinare i ragazzi alle collezioni dei musei proponendo una visione diversa da quella delle classiche visite scolastiche”.

“Abbiamo per questo indetto una gara per la realizzazione di 22 fumetti ambientati in 22 prestigiosi musei e parchi archeologici. Se l’è aggiudicata la Coconino press Fandango con un progetto molto convincente. E ne è nata una vera e propria collana: un viaggio nell’arte firmato da 22 tra i migliori fumettisti italiani. Da appassionato di fumetti sono veramente orgoglioso di questo premio’,’ dice Morandi.

Un progetto che sta riscuotendo grande successo. Se lo aspettava?

“Ci siamo immediatamente resi conto delle potenzialità di questo accostamento. I 22 fumetti sono il risultato di un dialogo in piena libertà tra alcuni dei migliori fumettisti italiani e le più belle collezioni d’arte del mondo. Una forza esplosiva che si è fatta sentire già nei primi incontri che abbiamo organizzato tra i fumettisti e i direttori dei musei. Quindi, per rispondere alla sua domanda, un po’ ce lo aspettavamo. Certo, andando avanti nella realizzazione, ci siamo resi conto delle tantissime potenzialità. Questi fumetti sono un invito a guardare i musei con un occhio diverso; sono dei nuovi percorsi di visita; sono un mezzo per far rivivere storie, opere d’arte, architetture e personaggi meno conosciuti del patrimonio culturale italiano; sono una nuova strada per la didattica e un invito a disegnare e a condividere i propri fumetti sui social”.

Un lavoro impegnativo?

“Abbiamo messo in moto un grande lavoro editoriale che è stato necessario a uniformare due linguaggi solo apparentemente distanti tra loro e a garantire che ogni volume fosse rigoroso anche da un punto di vista scientifico: gli albi verranno inclusi nei laboratori di didattica dei musei italiani e sono stati ‘certificati’ dal Sed che è il Servizio educativo del ministero”.

“Ringrazio per questo tutta la redazione della Coconino, a partire dal suo direttore Ratigher e il fumettista Lrnz che ha curato anche l’innovativa veste grafica del progetto. Così come ringrazio le tante professionalità del Ministero che hanno contribuito e dare rigore scientifico, dai direttori dei musei, agli storici dell’arte, agli esperti della didattica, ai professionisti della comunicazione. Ringrazio infine Ales, la società in house del Mibac, che ha supportato il tutto da un punto di vista amministrativo”.

Dove si possono trovare questi fumetti?

“Per il momento solo nei musei dove vengono distribuiti gratuitamente ai ragazzi che partecipano ai laboratori didattici. Ma se – come spero – tutto procederà per il verso giusto, alla distribuzione gratuita potrà essere affiancata anche una distribuzione commerciale. E a breve saranno realizzati altri 29 albi in altrettanti musei. Ne uscirà un vero e proprio viaggio in Italia attraverso le collezioni di oltre 50 musei”.

Lei ha concluso la sua esperienza al Mibac da qualche mese, cosa le resta di questo progetto?

“La passione con cui i fumettisti vi ci si sono gettati. Per troppo tempo, nei musei, il fumetto, è stato considerato uno strumento con cui dare ai giovani indicazioni e ordini in modo gentile. Molti musei lo utilizzano ancora solo esclusivamente per dire cosa si può e cosa non si può fare in un museo. Limitare un’arte così eccezionale al dire se in un museo si può o meno mangiare un gelato mi è sempre sembrato riduttivo. Vi sono tanti modi per vivere un museo, anche quello di visitarlo seguendo i passi di un personaggio a fumetti”.

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