turismo-innovazione-digitale“Così come hanno fatto altri paesi assai meno ricchi di patrimonio artistico-culturale, l’Italia dovrebbe dotarsi di una strategia turistica che risponda a quattro semplici domande: il turista straniero come arriva? Dove va? Come ci va? E infine, se vuole capire qual è l’offerta turistica italiana, come fa a saperlo? Se riuscissimo a rispondere a queste domande, un giapponese anziché recarsi in vacanza in Provenza andrebbe in Sicilia. Anziché andare in Scozia andrebbe in Toscana. Tutti i paesi hanno una strategia turistica, noi ci siamo distratti nel “federalismo “, nella promozione turistica parzializzata. Ma il mondo, nel frattempo, è andato altrove”.

Così Domenico Arcuri, Ad di Invitalia, intervenuto ad Agrigento al Convegno Nazionale di Commercialisti e Imprese tenutosi il 12 ottobre, che ha dedicato la prima Sessione a “L’economia del turismo e della cultura. Sinergie per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio”.

“Ora dobbiamo provare ad alzare la qualità dell’offerta – ha proseguito Arcuri – Se un turista produce reddito non si accontenta dell’84% degli alberghi italiani a conduzione familiare. Dovremmo innovare. La tecnologia ci servirebbe a ridurre i tempi e lo spazio. È necessario raccordarsi di più con i luoghi. Se un cittadino di Bangkok arriva a Pompei non deve visitare il sito e poi scappare via, ma da lì deve poter andare in Costiera, sul Vesuvio, a Ercolano con facilità. Si può fare? Invitalia ci prova. Oggi il Contratto di Sviluppo finanzia anche investimenti sul turismo. E Invitalia lo fa anche con incentivi più piccoli”.

Alla tavola rotonda erano presenti tra gli altri Sandro Pappalardo, Assessore della Regione Sicilia al Turismo e Beni culturali, Costanzo Jannotti Pecci, Presidente Nazionale Federterme e Massimo Maccioni, Responsabile Divisione Imprese Italia di BNL.

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