Barni Calari

Si è conclusa domenica 14 ottobre la Fiera del Libro di Francoforte, la più importante al mondo per il settore della stampa e dei contenuti digitali. Per cinque giorni, esperti editoriali, scrittori e appassionati di cultura di tutto il mondo si sono riuniti e confrontati, animando un crocevia dove persone e cultura si incontrano.

All’interno della “Buchmesse” un ruolo di primo piano l’ha svolto “The Arts+”, la piattaforma che ha riunito rappresentanti delle industrie culturali e creative e attori del settore tecnologico più all’avanguardia. L’edizione 2018, in particolare, è stata focalizzata sull’innovazione applicata al patrimonio culturale e all’editoria.

IL SISTEMA DELLE COOPERATIVE ITALIANE

Importante la presenza della cooperazione culturale italiana nello stand collettivo “The Hub for European Cultural and Creative Industries” insieme ad ArtLab, CulTurMedia, con Coopculture e Doc Servizi, e ECBN. Tutte realtà e reti che si occupano di creatività e cultura, heritage, innovazione in Europa e che hanno contribuito al dibattito internazionale aperto da The Arts+ attraverso le loro esperienze e i loro punti di vista.

“Vogliamo presentare il modello cooperativo per la crescita in Europa di un’imprenditorialità culturale e creativa, in grado di produrre e mettere a sistema innovazione: un’organizzazione aperta e collaborativa, in cui i dipendenti sono soci, un network tra gli attori per condividere nuove competenze e capacità di business” ha commentato la presidente di CoopCulture, Giovanna Barni. “Ma attenti non solo al business, ma a un modello che produce impatti sociali e culturali, perché è basato su persone, comunità e radicato nei territori”.

LE INIZIATIVE ORGANIZZATE DAL MONDO DELLA COOPERAZIONE

Sono state tre le principali iniziative all’interno della Buchmesse organizzate dal mondo della cooperazione culturale italiana.

Mercoledì 10 ottobre la Barni, in qualità di vice presidente di CulTurMedia, è intervenuta nella terza sessione dell’Innovation Summit dedicata a una riflessione sulla frammentazione, principale barriera fra cultura e innovazione. Focus in particolare alla cooperazione e al modello di business collaborativo che può creare ponti tra nuove competenze come tra attori pubblici e privati della filiera del patrimonio e della creatività con un approccio inclusivo e partecipato.

LA VIA COOPERATIVA PER UN NETWORK DI ATTORI DELLA CULTURA

Giovedì CulTurMedia-Legacoop è invece intervenuta all’incontro “Boosting and enlarging cultural innovation strategies through cross-sectorial cooperative platforms”. Il panel è stato introdotto dal presidente Roberto Calari, che ha mostrato i numeri, la diffusione e l’intersettorialità del sistema cooperativo italiano. Un’occasione anche per presentare la piattaforma di Doc Servizi nel settore della spettacolo, a tutela dei diritti dei soci lavoratori, oltre 8.000 ad oggi, e la piattaforma di hub territoriali di Coopculture per integrare il patrimonio culturale con le attività culturali e creative nei territori.

LA RETE “EASY ACCESS – A COOPERATIVE NETWORK FOR FREELANCERS”

Sempre giovedì, nel quadro dell’evento “Let’s Meet for a European Network”, Calari ha illustrato il progetto nato in seno all’associazione con due obiettivi: dar vita ad una rete europea di cooperative che operano nell’industria culturale e creativa; contribuire a dare valore e rappresentanza adeguata ad un settore che, per riferirsi solo all’Italia, vanta in seno all’Alleanza delle cooperative di settore circa 3.000 cooperative e che può contribuire ad offrire nuovi strumenti per una crescita sostenibile in Europa, per la quale il tema di maggiori risorse e’ importante ma non sufficiente.

Si sono confrontate due buone pratiche di esperienze cooperative: il francese Stéphane Veyer (La Manufacture Coopérative/Coopaname) e Francesca Martinelli (Doc Servizi), che hanno presentato la rete “Easy Access – A Cooperative Network for Freelancers”, che già riunisce realtà provenienti da Spagna, Germania, Svizzera, Olanda, Inghilterra, Francia e Italia, per offrire servizi e protezione sociale a tutti i lavoratori che sperimentano situazioni di difficoltà, come gli operatori del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo.

ESPORTARE IL MODELLO COOPERATIVO IN EUROPA

“C’è molta attenzione ma ancora poca conoscenza sul modello cooperativo”, ha evidenziato Roberto Calari. “L’auspicio sarebbe quello di esportare questo modello in Europa, con l’Italia che ha sino ad ora fatto da apripista”.

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