Pietro Pittalis“E’ un errore inserire i reati contro il patrimonio nell’ambito dei delitti contro l’industria e il commercio. Perché la maggioranza vuole inserire la nuova disciplina dei delitti nell’ambito di quelli contro l’economia pubblica creando una patologica discrasia?”. Lo ha detto nell’Aula di Montecitorio il deputato Pietro Pittalis (FI) intervenendo, come relatore di minoranza, nella discussione generale sulla proposta di legge in materia di reati contro il patrimonio culturale.

“E’ indiscutibile la necessità di intervenire contro le offese al patrimonio culturale – spiega Pittalis -, però ci sono due aspetti che lasciano perplesso il gruppo di Forza Italia: non ci convince la tecnica normativa di intervento e la coerenza del complesso sanzionatorio”. Il deputato azzurro attacca “l’irragionevole ostinazione della maggioranza nel non volere dialogare su soluzioni normative agili ed efficaci” e aggiunge: “C’è un grave vulnus all’esigenza di semplificazione normativa. Il nostro sistema giuridico necessiterebbe di interventi razionali. Fare delle norme da sole non bastano se non mutano la vita dei cittadini in meglio”. Per Pittalis la via che la maggioranza sta seguendo è “in netta antitesi con questa esigenza di semplificazione di creare un corpus normativo adeguato allo scopo”.

La nuova categoria di reati, chiede Pittalis, “sia inserita nel titolo del codice penale relativa ai delitti contro il patrimonio culturale evitando il prodursi di pesanti distonie all’interno dello stesso codice”. Sottolinea ancora il deputato azzurro: “Se vogliamo dotare il Paese di uno strumento snello e moderno e di contrasto alla criminalità contro il patrimonio culturale, non si può non tenere conto del contributo dei significativi emendamenti di Forza Italia. Noi – conclude Pittalis – non vogliamo essere corresponsabili di una legislazione schizofrenica”.

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