“La Camerata strumentale città di Prato, essendo inserita nel comparto dei complessi strumentali, è quella che più ne è uscita con le ossa rotte tra tutte le attività musicali ammesse al contributo Fus dal decreto ministeriale 27 luglio 2017”. Lo spiega ad AgCult la sovrintendente della Camerata, Barbara Boganini, al termine dell’audizione in commissione Cultura del Senato dedicata all’indagine conoscitiva sul Fondo unico per lo spettacolo. La Camerata strumentale città di Prato nata nel 1998 da un’idea di Riccardo Muti accolta e realizzata con una formula innovativa di sinergia fra iniziativa pubblica e privata, si è trasformata nel 2001 da orchestra di formazione in complesso professionale ottenendo il sostegno del Mibac, della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Prato e della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

“Nel 2014 i complessi strumentali sono stati stati riconosciuti per la prima volta come categoria a sé stante, un riconoscimento importante che pensavamo ci favorisse – racconta Boganini -. Paradossalmente, invece, nel triennio del Fus 2018-2020 ci siamo trovati l’amara sorpresa di un taglio del contributo del 34,4 per cento. Il taglio in percentuale più alto tra tutte le attività musicali”. Le motivazioni di questa drastica riduzione dei contributi? “Nessuno ci ha ancora dato una spiegazione e questo ci lascia ancora maggiormente basiti”, risponde la sovrintendente. “Non capisco come sia possibile che il decreto del 2014 ci riconosce e ci incoraggia e poi il decreto del 2017 contraddice tutto quanto con questi tagli – sottolinea Boganini -. La Camerata ha raggiunto tutti gli obiettivi strategici che erano stati fissati per parametro dal decreto. E ora il Mibac ci dice che i soldi non ci sono”.

Alberto Batisti, direttore artistico della Camerata strumentale città di Prato, utilizza una metafora sportiva per rendere chiara la situazione: “Il Fus prima ci ha messo in gara fissando i parametri e le regole della competizione. Noi arriviamo in fondo, pensiamo che ci sia un podio e in realtà scopriamo che non solo non c’è un premio, ma veniamo anche puniti, redarguiti e umiliati. Sembra una battuta ma è esattamente quello che è successo”. Riguardo il sistema Fus in generale, “va rivisto il tema di una migliore redistribuzione – afferma Batisti – perché viviamo il paradosso che ci sono comparti numericamente inferiori che però ricevono di più”. Inoltre, aggiunge, “va tenuto in conto un altro elemento. Bisogna che vi sia una differenza fra chi fa distribuzione e chi fa produzione. Mi sembra che molti che fanno solo distribuzione di eventi siano stati ben premiati, altri che invece si impegnano nell’oneroso sforzo di produrre musica siano stati penalizzati”.

Il presidente della Camerata strumentale città di Prato, Guido Moradei, evidenzia anche la questione della tempistica: “Ogni ente ha già un’esposizione economica in essere notevole, dato che la maggior parte dell’attività è stata già svolta. Questa riduzione del 34 per cento riguarda l’anno in corso, per un’attività che ci hanno obbligato a costruire e a realizzare. Che facciamo adesso?”.

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