Bonisoli giuristiCostituto presso il Mibac un gruppo di ricerca sulla disciplina che regola i rapporti tra il pubblico e il privato nel settore dei beni culturali. Ad annunciarlo su Facebook è stato il ministro Alberto Bonisoli. “Il nostro patrimonio culturale è immenso ed è un bene pubblico che lo Stato deve salvaguardare, valorizzare e rendere fruibile a tutti quanti. Per farlo ci serviamo della collaborazione di tanti soggetti che statali non sono: privati, ecclesiastici, fondazioni no profit”, ha sottolineato il titolare del Collegio Romano.

“Quello che però è facile verificare è che, in questo momento, non c’è un quadro di riferimento semplice, comprensibile ed equo, che possa regolare i rapporti tra lo Stato e chi con lo Stato vuole lavorare, che si tratti di un servizio di bigliettazione o di un bookshop all’interno di un museo, che si tratti di una concessione per valorizzare un immobile o di un altro tipo di rapporto. Penso che sia giunto il momento di fare un po’ di chiarezza e di capire fino in fondo qual è il nostro interesse, quindi quello dello Stato e di tutta la collettività, e come questo possa essere impostato, nel miglior modo possibile, affinché ci sia un beneficio per tutti quanti”.

“Per farlo – continua Bonisoli – ho deciso di andare direttamente al cuore della cosa. Ho chiesto una consulenza ad un gruppo di giovani giuristi, coordinati da Alfredo Moliterni, che hanno due caratteristiche: sono bravi e hanno l’età giusta e l’esperienza giusta per poter guardare le cose esattamente per quelle che sono: senza filtri o pregiudizi”.

“Quello che ho chiesto loro è di prendere qualche settimana del loro tempo, di studiare quello che troveranno in giro per l’Italia nelle diverse situazioni, e di riportarci quella che, secondo loro, è una possibile soluzione, o delle linee per definire una soluzione, per regolare nel miglior modo possibile il pubblico con il privato. Il Governo del cambiamento è anche questo: mettere al centro le esigenze dei cittadini grazie anche all’aiuto e alle idee di giovani volenterosi e preparati”, ha concluso il ministro dei Beni culturali.

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