AGTA manifestazione Roma guide turistiche“La Direttiva Bolkestein venne recepita dall’Italia ben oltre quello che sarebbe stato giusto, danneggiando quasi tutti: le finanze italiane, le guide con abilitazione rilasciata dai nostri enti competenti, i turisti”. Isabella Ruggiero, presidente dell’Associazione Guide Turistiche Abilitate (AGTA), è intervenuta agli Stati Generali del Turismo che si sono tenuti nel weekend a Sanremo evidenziando i danni che l’applicazione della Direttiva Bolkestein ha portato al settore delle guide turistiche.

Circa 50 ospiti, tra politici, amministratori di Regioni e Comuni, presidenti di associazioni, imprese, enti, sindacati, istituzioni, grandi aziende (da Airbnb all’ENIT, da Alitalia a Trenitalia) hanno partecipato dibattendo su alcuni grandi temi centrali nel mondo del turismo. Ruggiero è intervenuta nella sezione “Il turismo oltre la Bolkestein”, insieme ai vari rappresentanti dei balneari, la cui lotta per uscire dalla Bolkestein è ben nota.

Poche persone fuori dal settore specifico delle guide turistiche, ha spiegato Ruggiero, “sanno dell’impatto che la Bolkestein ha avuto per la categoria. E ultimamente il Ministro Centinaio ha dichiarato varie volte la volontà di far uscire balneari e ambulanti dalla Bolkestein, ma non le guide”.

IL VUOTO NORMATIVO

La presidente di AGTA ripercorre le tappe che hanno portato alla situazione attuale. “Per noi i problemi sollevati dalla Comunità Europea cominciarono già negli anni Novanta e da allora, passando per le ‘lenzuolate Bersani’, è stato un crescendo fino al 2012, con il caso EU Pilot 4277 con cui l’Italia fu minacciata di pre-infrazione; il Governo Monti non rispose neppure e un anno dopo, con l’art. 3 della 97/2013, si estese l’abilitazione delle guide a tutto il territorio italiano”.

Tra l’altro, non essendo mai stati fatti i Decreti attuativi, la legge rimase monca: “Non si sa come si diventa guida in Italia e i bandi sono bloccati proprio per la mancanza di tali norme. In pratica ci troviamo in un vuoto normativo gravissimo, che favorisce abusivismo ed espedienti irregolari”.

ESSERE GUIDA IN ITALIA

Il Governo italiano, spiega ancora Ruggiero, “non volle tenere conto di tre elementi fondamentali. Primo, la guida è una professione normata in Italia ma non in metà dei paesi della UE; secondo, da noi guida e accompagnatore sono due figure ben distinte, ma unite in tanti paesi (in Germania p. es.); terzo, per le guide la territorialità non è un limite ma l’essenza stessa della professione (in contrapposizione appunto con l’accompagnatore che segue sempre il gruppo), è il campo di competenza, esattamente come le specializzazioni per i medici”.

Come conseguenza, “conoscere una cattedrale tedesca non comporta saper illustrare una determinata chiesa in Italia, anche perché essere guida non significa solo spiegare luoghi, ma valorizzare il territorio, suggerire ristoranti, cibi e vini, raccontare tradizioni, cavarsela tra sensi unici e traffico, trovare soluzioni in un attimo se un sito è chiuso, suggerire gli orari migliori per ogni monumento e tanto altro. Ogni guida è l’interfaccia tra il nostro paese e i visitatori: una buona guida fa venir voglia di tornare e spinge tutto il settore turistico”.

NIENTE PALETTI, SOLO REGOLE CERTE

Ma cosa chiedono quindi le guide turistiche? “Noi non vogliamo mettere paletti né bloccare guide straniere, infatti tra di noi ci sono innumerevoli guide di tutti i paesi del mondo, bravissime. Vogliamo solo che si testino e certifichino le competenze di chi vuole venire a fare la guida in Italia, cioè che le regole siano uguali per tutti”.

“Da anni, per assurdo, le persone residenti qui e con cittadinanza italiana sono discriminate rispetto a quelle degli altri stati membri della EU. Infatti migliaia di persone usano in maniera impropria i vantaggi della prestazione occasionale temporanea, perché non esistono regole a definire l’occasionalità e, di conseguenza, sono innumerevoli coloro che lavorano qui tutto l’anno senza averne il diritto e senza pagare tasse in Italia”.

IL RECEPIMENTO DELLA BOLKESTEIN

La situazione attuale, derivata dall’errato recepimento della Bolkestein, secondo l’AGTA, “danneggia quasi tutti: le finanze italiane, che perdono ogni giorno cifre ingenti pagate da tutti quelli che lavorano tutto l’anno qui ma pagano le tasse nel loro paese, le guide con abilitazione rilasciata dai nostri enti competenti e che perdono giornate di lavoro perché sostituite da “non-guide” della EU, i turisti che ricevono servizi scadenti, ecc”.

Facendo ricadere la categoria nella Direttiva Servizi, “si volle privilegiare il diritto del paesi di provenienza invece che del paese ospitante. La Bolkestein venne recepita dall’Italia ben oltre quello che sarebbe stato giusto. Nella legislazione europea ci sono molti elementi e passi che avrebbero consentito all’Italia di stabilire regole per chi vuole fare la guida qui senza andare contro il diritto comunitario”.

UNA LEGGE DI RIORDINO DEL SETTORE

In conclusione, Isabella Ruggiero chiarisce dove vogliono arrivare le guide. “Chiediamo quindi una legge di riordino che vada in direzione contraria a quanto fatta dai Governi degli ultimi 20 anni e che usi tutte le armi messe a disposizione dalla legislazione europea per difendere la nostra professionalità e il nostro lavoro: ne va della sussistenza di 30.000 guide e delle loro famiglie. Vogliamo un Governo che non abdichi più al proprio dovere di valorizzare e tutelare i beni culturali del nostro paese”.

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