DTC centro eccellenza cultura Sapienza“La sinergia forte che si è creata in questi anni nel sistema universitario e di ricerca del Lazio è una risposta seria e concreta alle difficoltà che il nostro Paese sta vivendo in questo momento. Solo lavorando insieme e portando avanti i valori della cultura, della ricerca e dell’innovazione possiamo dare una prospettiva di futuro al nostro Paese. La giornata di oggi è importante perché conclude un lungo percorso e dà avvio a una nuova fase”. Lo ha detto il rettore della Sapienza Eugenio Gaudio intervenendo alla presentazione del Centro di eccellenza Distretto tecnologico per i beni culturali del Lazio. La nuova realtà raggruppa, oltre alla Sapienza, 7 tra i principali organismi di ricerca presenti nella regione e si configura come la più importante aggregazione di know how nel settore di riferimento a livello europeo.

IL CENTRO DI ECCELLENZA

Il rettore della Sapienza ha poi ripercorso le tappe che, dal 2013 a oggi, hanno portato all’avvio del progetto del Centro di eccellenza del distretto tecnologico dei beni culturali del Lazio. Gaudio ha poi descritto le attività del Centro che contribuiranno allo “sviluppo di una grande regione così ricca di competenze e di capitale umano come il Lazio”. I progetti di ricerca che prenderanno vita grazie al Centro riguarderanno le tecnologie più innovative per il miglioramento della sicurezza e la ricostruzione dei centri storici in area sismica, per la fruizione e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali della regione Lazio, per la conservazione e il restauro dei beni culturali del territorio. Saranno inoltre previsti corsi di alta formazione, master di primo e secondo livello, corsi per l’apprendimento permanente, mooc disponibili gratuitamente, nell’ambito della gestione dei beni culturali.

FARE  SISTEMA

Infine, il rettore della sapienza ha sottolineato come l’impegno sia “molto ampio, ma dovuto”. Per questo ha ringraziato “la Regione Lazio e i ministeri che hanno sostenuto questo progetto perché veramente cominciamo a dare una risposta all’esigenza di fare sistema e sviluppare le qualità dei nostri giovani e a mettere insieme e far funzionare la grande quantità di strutture che già esistono ma che, per non aver dialogato tra loro, hanno espresso un potenziale inferiore a quello che avrebbero potuto esprimere”.

UNIVERSITA’ DI TORVERGATA

Qual è la sfida che ci poniamo con questo progetto? si è chiesto nel suo intervento il rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli. “La tecnologia produce e genera nuovi saperi – ha spiegato Novelli – soltanto se produce innovazione. Ma chi produce innovazione? Oltre ai grandi centri mondiali, gli ultimi distretti tecnologici sono stati attivati dalla Cina e dalla Malesia. Ed hanno fatto esattamente questo: distretti tecnologici ad elevato contenuto tra università, enti pubblici di ricerca, settori privati. In questo modo hanno rilanciato completamente l’economia producendo innovazione in quei paesi”.

Sono riusciti, ha aggiunto il rettore di Tor Vergata, a creare “un ecosistema, un ambiente favorevole, integrato tra infrastrutture locali con investimenti in ricerca e sviluppo, con collegamenti tra i ricercatori anche tra discipline distanti tra loro per produrre la capacità di risolvere problemi complessi. Ed è esattamente quello che Regione, Università ed Enti di ricerca hanno in mente di realizzare oggi: un Distretto tecnologico che deve lasciare qualcosa alle generazioni future. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di interconnessione tra strutture diverse per dare un futuro ai nostri giovani”.

UNIVERSITA’ DI ROMA TRE

Il rettore dell’Università di Roma Tre Luca Pietromarchi ha sottolineato “l’eccezionalità di questo progetto e il fatto che sia arrivato a maturazione entrando nella fase operativa. Per la prima volta – ha detto – mettiamo insieme due realtà straordinarie: la prima è la ricchezza culturale della Regione Lazio che è una delle regioni a più alta densità di interesse culturale del mondo; la seconda è il sistema universitario laziale. Questo progetto non fa altro, e scusate se è poco, che mettere in sinergia e in contatto proprio queste due realtà: la ricchezza territoriale del Lazio e l’altissima competenza che produce il nostro sistema universitario”.

È da salutare quindi con “la massima soddisfazione l’avvio oggi di questa cerniera”, ha aggiunto Pietromarchi. Per molti anni “ci siamo lamentati che il grado di sviluppo della formazione che l’università dava ai suoi studenti risultava superiore a ciò che il territorio potesse assorbire. Ecco, questo Distretto permette invece di mettere la formazione e il territorio a un livello di piena comunicazione”.

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