Teatro comunale BolognaUn’interrogazione al ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, sul taglio dei contributi Fus 2018 destinati al Teatro comunale di Bologna è stata presentata dalla deputata Anna Ascani (Pd). La riduzione del fondo, rispetto al 2017, è stata di 600 mila euro e, rileva l’esponente dem, si innesta in quel trend negativo che ha portato, in meno di dieci anni, a una decurtazione di quasi il 50 per cento: se nel 2009 il Teatro bolognese riceveva circa 15 milioni di euro, oggi i contributi ammontano a 8,5 milioni.

“A fronte di questo taglio – scrive Ascani – si è sopperito con alcune operazioni lungimiranti che ad oggi permettono al teatro di stare in piedi e offrire una produzione di qualità internazionale, che nulla ha da invidiare ai grandi teatri europei”. In particolare, “vi è stato il taglio spontaneo da parte di tutti i lavoratori dei premi di produzione, per un risparmio di 1,5 milioni di euro annui, dall’anno 2011 e la riduzione del personale di 30 unità nel settore amministrativo e tecnico con un risparmio di 1,5 milioni di euro l’anno dal 2017”. Inoltre, c’è stato “dal 2013 il blocco del turnover su tutto il personale e complessivamente, negli ultimi 10 anni, il personale, è sceso da circa 300 unità a 225 unità e il costo del personale, che arrivava a toccare i 17,5 milioni di euro, oggi sfiora i 13,5 milioni di euro con un risparmio di 4 milioni di euro annui”.

“Il comune di Bologna e la regione Emilia-Romagna -afferma Ascani -, sono intervenuti, in modo assai rilevante, con contributi sia ordinari sia straordinari e conferimenti patrimoniali che hanno di anno in anno garantito la solidità gestionale e il prestigio artistico del teatro. I contributi ordinari sono passati rispettivamente da 1,5 milioni di euro a 2,5 milioni di euro per il comune e da 1,5 milioni a 3 milioni di euro da parte della regione”. Sul profilo gestionale il Teatro ha messo in sicurezza il suo stato patrimoniale “aderendo al piano di risanamento della legge Bray n. 112, che ha permesso di spalmare il debito di 24,5 milioni di euro su un mutuo trentennale con tasso agevolato”. La deputata Pd ricorda anche le innovative politiche di comunicazione e marketing rivolte al pubblico giovanile, come la convenzione stipulata tra il Teatro e l’università di Bologna “per far pagare soli 10 euro a tutti gli studenti” e che “ha aumento in maniera esponenziale la fruizione dell’opera al pubblico under 30”.

Ascani sottolinea anche come il Teatro comunale di Bologna “abbia fatto bene i ‘compiti a casa’ riducendo di 4 milioni annui il costo del personale nel totale rispetto delle parti sociali, lavorando di concerto con le istituzioni locali regione e comune”. E nel contempo “sono cresciuti i contributi privati arrivati a 1,3 milioni di euro annui” coinvolgendo importanti marchi come Lamborghini e Alfasigma. Per questo la deputata Pd chiede al titolare del Mibac se “sia a conoscenza di quanto sopra ricordato e se intenda assumere iniziative in merito”.

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