Biblioteche partecipazione culturale PugliaDefinire strumenti per costruire i piani strategici delle Biblioteche pubbliche e per progettarne il futuro, individuando i cambiamenti in atto, le tendenze globali, raccogliere dati e elaborare analisi contestualizzate, tenere conto dei nuovi bisogni di alfabetizzazione dei cittadini, studiare nuove strategie di impatto e comunicazione. E’ questo l’obiettivo del percorso che ha preso il via a fine settembre a Mantova, da una sinergia tra ArtLab, FattiCult e Associazione Italiana Biblioteche (AIB). Ne parla con AgCult Cecilia Cognigni, coordinatrice della Commissione nazionale biblioteche pubbliche dell’AIB.

L’INCONTRO DI MANTOVA

Il primo passo è stata una giornata di riflessione su “cosa possa servire alla comunità professionale dei bibliotecari, in particolare ai colleghi che operano nelle Biblioteche pubbliche di ente locale”, spiega Cognigni. “E’ necessario, infatti, predisporre nuovi strumenti di lavoro per le biblioteche pubbliche nei territori. Strumenti costruiti attraverso un percorso partecipato, identificando principi, metodi e processi. Strumenti concreti di lavoro, che partano da una chiara definizione della missione della biblioteca e che esprimano una visione d’insieme, con finalità e obiettivi comuni”.

Un piano strategico “dovrebbe tenere in considerazione i cambiamenti in atto, le tendenze globali, dati e analisi contestualizzate, i nuovi bisogni di alfabetizzazione dei cittadini, studiare nuove strategie di impatto e comunicazione. Quello di ArtLab Mantova è il primo momento di un processo per arrivare a costruire linee guida per la definizione dei piani strategici delle Biblioteche pubbliche. Obiettivo: uscire da questo incontro con dati e contenuti per elaborare un documento da sottoporre a una prima discussione pubblica”.

LA MISSIONE DI SERVIZIO PUBBLICO

Occorre “declinare la nostra missione come servizio bibliotecario pubblico in un tempo medio, ad esempio un quinquennio, tenendo presente che poi qualunque azione strategica dovrà confrontarsi con i contesti e le comunità con cui ci relazioniamo quotidianamente. L’obiettivo è molto pratico: abbiamo individuato il bisogno di possedere strumenti per l’analisi dei contesti e per la pianificazione delle strategie e la condivisione di metodi”.

I PROSSIMI PASSI

A questo punto verrà elaborato “un documento di sintesi che metterà a fuoco il ruolo della biblioteca pubblica, strategie e metodi di analisi e misurazione degli impatti”. Tutto questo poi avrà bisogno anche di confrontarsi “con gli interlocutori che con noi operano nei territori: il terzo settore, la filiera del libro e della cultura, la filiera del patrimonio e dell’educazione”. In un prossimo appuntamento creeremo quindi l’occasione per “portare questa bozza di linee guida all’attenzione dei nostri principali alleati nei territori”.

Nel primo incontro infatti è emersa “l’esigenza fortissima di condividere strumenti di lavoro per rafforzare e favorire la produzione di consenso e di dialettica all’interno dei territori. E dall’altra il bisogno altrettanto forte di confrontarsi con l’esterno e quindi di portare dentro la riflessione professionale dei bibliotecari punti di vista esterni alla comunità stessa”.

Successivamente, “vorremmo sperimentarla portandola all’attenzione di singole amministrazioni e provando a sollecitare la riflessione sia dei decisori politici sia delle comunità e degli utenti di riferimento”.

STRUMENTI DI LAVORO NON MODIFICHE NORMATIVE

Cognigni ci tiene comunque a mettere in chiaro che “non stiamo pensando a nulla che abbia a che fare con la ridefinizione degli assetti normativi dei nostri servizi, ma con quelli operativi, con i metodi, le prassi e gli strumenti.Le modifiche normative sono necessarie, ma dovrebbero coinvolgere l’intero comparto”. E allora, in vista del prossimo appuntamento, “riordineremo i contenuti emersi e – conclude Cognigni – nel 2019 organizzeremo appuntamenti pubblici per sottoporre a una platea più ampia queste riflessioni”.

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