Terremoto centro italia NorciaAlcuni degli interventi nelle zone colpite dal sisma “sono stati di difficile avvio a causa della carenza in organico di figure professionali adeguate allo svolgimento dell’attività di progettazione architettonica e strutturale. Per questo motivo il ministero sta attivando procedure amministrative – in attesa del concorso del prossimo anno – per incrementare il personale coinvolto nella ricostruzione dei beni culturali, con risorse umane aggiuntive sia nelle strutture periferiche che in quelle centrali del Mibac: l’obiettivo è di rendere più efficiente ed efficace l’attività già in essere”. Lo ha dichiarato il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, intervenendo in commissione Cultura della Camera per rispondere a un’interrogazione di Alessandra Carbonaro (M5S) nella quale chiedeva al Mibac quali iniziative intendesse promuovere per rendere più efficace il processo di messa in sicurezza e ricostruzione del patrimonio culturale delle zone colpite dagli eventi sismici degli ultimi anni.

In altri casi invece, aggiunge il sottosegretario, “gli interventi sono stati impediti dalla presenza di macerie che di fatto ostacolano ancora oggi l’accesso agli edifici e a volte anche al loro interno. Tra le iniziative più recenti segnalo che un percorso particolare è previsto per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto in Norcia per la quale è stato siglato un protocollo d’intesa che ne ha delineato l’iter. Allo stato attuale, i lotti di lavoro già avviati riguardano la rimozione delle macerie dall’interno e la loro selezione e catalogazione. Entro ottobre verranno approvati gli indirizzi per la ricostruzione che consentiranno di completare il documento preliminare alla progettazione, già in corso di elaborazione, e avviare quindi il previsto concorso internazionale di progettazione, che sarà gestito sul portale del Consiglio nazionale degli architetti con i quali sono già in corso i contatti per coordinarsi ed ottimizzare la tempistica”

“Per quanto riguarda i beni mobili, il progetto prevede di dare priorità al restauro dei beni mobili danneggiati recuperati da quelle chiese già inserite nei piani di ricostruzione o per le quali sono stati già avviati i lavori di messa in sicurezza, che potranno quindi riavere i propri beni restaurati una volta terminati i lavori di consolidamento e ricostruzione, il tutto al fine di garantire una completa restituzione alla collettività del patrimonio culturale nella sua accezione più ampia, rappresentata sia dalle chiese che dalle opere in esse presente al momento del sisma. Tra le iniziative messe in campo del Mibac – ha concluso Vacca – c’è proprio la valorizzazione delle opere custodite nei depositi”.

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