ArtLabLe nuove forme di partenariato pubblico-privato, introdotte dall’articolo 151 del nuovo Codice degli appalti, per la valorizzazione del patrimonio pubblico a finalità culturali e di innovazione sociale, sono state al centro del panel “Scenari e programmi di riutilizzo del patrimonio pubblico” che si è tenuto a Bari nell’ambito dell’ultima tappa di ArtLab 18.

A intervenire nel dibattito, tra gli altri, Aldo Patruno, direttore del dipartimento Turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio della Regione Puglia. “Sul tema del partenariato pubblico-privato si dibatte da anni a ogni livello, dagli amministratori pubblici alle università – ha evidenziato -. Oggi però è finito il tempo delle parole”. Patruno ha aggiunto: “C’è troppo patrimonio dismesso e inutilizzato che potrebbe essere utilizzato meglio per lo sviluppo economico e culturale”, e l’obiettivo primario è quello di “valorizzare il territorio con strumenti dell’economia della cultura e del turismo”.

Patruno auspica il proliferare di partenariati pubblico-privato speciali “che permettano la valorizzazione e la fruizioni di siti culturali che oggi non possono essere sfruttati al massimo per mancanza, ad esempio, di custodi”. Questo tipo di partenariato, aggiunge, “deve consentire lo sviluppo dell’industria culturale creativa”. Proprio a Bari, annuncia Patruno, “intendiamo sperimentare subito un partenariato pubblico-privato speciale nel caso del Teatro Kursaal Santa Lucia: un immobile chiuso da molto tempo che vogliamo rilanciare con un progetto culturale differenziato che punta alla valorizzazione”.

Franco Milella, consigliere d’amministrazione della Fondazione Fitzcarraldo, invece si è detto “molto preoccupato dall’idea che in questo Paese ci sia una sottovalutazione dei processi di formazione delle politiche pubbliche”. La politica sul patrimonio pubblico, ha sottolineato, “è una questione strategica per il Paese. Io credo che le politiche pubbliche, qualunque sia visione politica che le orienti, devono essere pertinenti”.

Milella ha ricordato come in Italia “abbiamo il 60 per cento del patrimonio culturale diffuso in condizioni di abbandono, nonostante in dieci anni siano stati spesi oltre sette miliardi di euro miliardi per il recupero”. 

Il consigliere d’amministrazione della Fondazione Fitzcarraldo ha concluso così il suo intervento: “Non c’è più tempo. C’è bisogno di un cambio rotta della politica nazionale. Al principio mercatista sulle politiche pubbliche basato solo sulla fruttuosità, sarebbe il caso di aggiungere anche quello di un ritorno sociale e culturale”.

Giovanna Barni, presidente di CoopCulture, ha ricordato i casi del Castello di Santa Severa e di Palazzo Merulana a Roma, sottolineando la necessità che “l’Amministrazione pubblica sia consapevole che tutte queste rigenerazioni di spazio sono innanzitutto un valore per il territorio e la comunità: purtroppo questa consapevolezza non è sempre così diffusa”.

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