Restituire alla collettività porta sia un benessere personale che aziendale? Questo l’interrogativo al centro del confronto tra imprenditori ed istituzioni – alla luce del ritorno d’interesse del privato verso il concetto della restituzione alla collettività – che si è tenuto a Bari nell’ambito dell’ultima tappa di ArtLab 18, la piattaforma indipendente italiana dedicata all’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali promossa dalla Fondazione Fitzcarraldo. 

Obiettivo dell’incontro “Dal mecenatismo alla responsabilità sociale delle imprese”, è stato sensibilizzare imprese e privati cittadini a sostenere, in un’ottica di responsabilità sociale di impresa o di semplice filantropia, la tutela dei luoghi pubblici della cultura

Sono intervenuti, tra gli altri, Loredana Capone (assessore alla Cultura della regione Puglia), Silvio Maselli (assessore alla Cultura di Bari), Carolina Botti (direttrice di Ales Spa), Ugo Bacchella (Fondazione Fitzcarraldo), Gianni Maimeri (Fondazione Maimeri), Giuseppe Catalano (Assicurazioni Generali) e Vincenzo Santoro (responsabile Cultura e turismo ANCI). L’incontro è stato moderato da Leonardo Paulillo, desk Cultura di Confindustria Puglia. 

Tanti gli interventi che si sono susseguiti nel corso della mattinata, a testimonianza delle diverse esperienze sia dei privati che delle istituzioni. “Serve una visione laica del ruolo dell’imprenditore nei confronti della promozione della cultura”, ha sottolineato Bacchella. “Esistono tante forme diverse, tutte importanti e tutte che devono esistere”.

CAPONE 

La Regione Puglia, ha sottolineato l’assessore Capone, “sta mettendo in campo una strategia complessiva che utilizza tutti i fondi europei più il patto per la Puglia, più il bilancio autonomo, secondo alcuni macro obiettivi: il primo è non ricadere nel vizio di lavorare soltanto nel restauro, il bene culturale per noi è sia contenitore che contenuto. Per questo abbiamo lanciato la strategia ‘non un euro per il restauro senza un progetto di fruizione’. Noi vogliamo che la nostra bellezza sia mantenuta e valorizzata”.

MAIMERI 

Gianni Maimeri, della Fondazione Maimeri, ha invece raccontato la sua esperienza di “mecenate”, sottolineando che “in tutto quello che ho fatto ho avuto solo un guadagno: penso che quando un’azienda interagisce con la cultura, ne ricava solo vantaggi”, ha sottolineato. “Innanzitutto legare il proprio nome a qualcosa che riesce a complementare il proprio storytelling; poi, quando la cultura entra in azienda, porta un valore che nessuno può portare, che non ha prezzo e che viene pagato a un prezzo molto più basso di quanto dovrebbe; infine il contribuito che ciascuno guadagna, ovvero interagire con artisti ti porta una ricchezza, un valore in più che ti porti dentro e che poi trasferisci nell’industria”.

BOTTI 

Carolina Botti ha dal canto suo evidenziato come lo strumento dell’Art Bonus “funziona”, ma “l’osso duro” è il soggetto pubblico, “perché non c’è una cultura o una competenza specifica per affrontare questa nuova attività di fundraiser. Uno dei nostri ruoli è di crescere in informazione e comunicazione, affinché questi due mondi, pubblico e privato, possano effettivamente dialogare”. 

BARNI

Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Giovanna Barni di CoopCulture, che  ha illustrato il progetto di Palazzo Merulana, nel quartiere Esquilino a Roma, portati avanti con la Fondazione Cerasi. “Quando ci siamo incontrati abbiamo abbracciato insieme un progetto innovativo, che non era solo un progetto di restauro o di mecenatismo, ma era un progetto culturale e sociale. Abbiamo trasformato un’operazione di mecenatismo in un’operazione che è anche sociale”, ha sottolineato la Barni.

MASELLI 

“Già nel 2013 la Regione Puglia, insieme ad altre otto aree dell’Unione europea, è stata presa come punto di riferimento per la valorizzazione dell’identità del proprio territorio e per la valorizzazione in connessione con altri territori”. Lo ha detto Silvio Maselli, assessore alla Cultura del Comune di Bari che ha poi indicato come via maestra da seguire quella “delle politiche pubbliche al servizio degli investimenti privati a cui si deve affiancare, contemporaneamente, l’impegno dei privati al servizio della cosa pubblica”.

CATALANO

“Con la cultura si può mangiare, crea posti di lavoro e opportunità”. Lo ha detto nel corso del suo intervento Giuseppe Catalano di Generali Spa, che ha illustrato l’azione culturale portata avanti dal gruppo assicurativo soprattutto nella città di Venezia. “Stiamo recuperando il palazzo delle Procuratie Vecchie costruito 500 anni fa e chiuso al pubblico -ha spiegato Catalano -. Il lavoro è portato avanti dall’archistar David Chipperfield e l’edificio diventerà la sede della Fondazione Generali che con il progetto The Human Safety Net vuole costituire una rete internazionale di organizzazioni non governative che si occupano di persone svantaggiate, migranti e famiglie in difficoltà”. Ma gli interventi del gruppo a Venezia non finiscono qui. “Siamo strettamente legati al Teatro La Fenice e contribuiremo anche al pieno recupero dei Giardini Reali” afferma Catalano che conclude: “La nostra filosofia è rendere la cultura accessibile a persone che non sempre se lo possono permettere”.

SANTORO

“L’Art Bonus funziona, ma non nel Mezzogiorno. L’81% delle donazioni sono al Nord e solo l’1 per cento al Sud. Bisogna interrogarsi sul perché di questi numeri senza ridurre tutto al fatto che nel Meridione le imprese sono di meno e la povertà maggiore”. Così Vincenzo Santoro, responsabile del dipartimento Cultura e Turismo dell’Anci che suggerisce due forme per accentuare la progettazione del mecenatismo. “Da una parte -spiega – bisogna sollecitare l’aspetto motivazionale tra gli imprenditori e i cittadini, dall’altra parte fare in modo che imprenditori e cittadini si fidino degli interventi pubblici”. Per Santoro “va rafforzata la capacità della pubblica amministrazione di costruire progetti” e, per mobilitare cittadini e imprenditori, “va creato un partenariato decidendo tutti insieme quali progetti realizzare, possibilmente da portare a termine in tempi brevi, che siano cioè concreti e visibili”.

 

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