RavelloLa cultura è fondamentale per tenere insieme l’Europa. La cultura rappresenta un grande momento di coesione che ci permette di essere davvero uniti nella diversità. Lo ha detto Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, intervenendo alla giornata di apertura di Ravello Lab – colloqui internazionali in corso fino al 27 ottobre a Villa Rufolo a Ravello. Covassi ha rivolto alla platea anche un appello alla partecipazione al voto di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo.

Il capo della Rappresentanza della Commissione in Italia ha sottolineato come “Ravello lab sia un nucleo pulsante e importante di proposte e idee per il futuro del settore culturale”. Covassi ha ricordato poi i risultati raggiunti finora dall’Anno europeo del Patrimonio culturale con “oltre diecimi eventi nel 2018, di cui 1200 in Italia, con oltre un milione di partecipanti. Speriamo – ha aggiunto Covassi – che abbia contribuito ad avvicinare le persone al patrimonio culturale”.

Come rappresentanza in Italia, ha ricordato Covassi, “abbiamo contribuito con l’iniziativa Animus Loci attraverso un viaggio ideale all’interno della geografia europea dell’Italia. Siamo partiti da Chiavari dove è conservato il manoscritto di Giuseppe Mazzini ‘Giovine Europa’, siamo passati da Ventotene, poi da Norcia e ieri a Bologna all’Alma Mater dove abbiamo fatto un dialogo con gli studenti sul futuro dell’Europa. Per i giovani la cultura è fondamentale per l’identità europea. L’Europa dovrebbe fare di più per la cultura, chiedono i giovani”.

Covassi ha poi ricordato l’impegno della Commissione Ue per la cultura. “Per il futuro abbiamo proposto l’aumento del 25% del budget di Europa creativa. Tuttavia, occorre ricordare – ha spiegato Covassi – che la proposta della Commissione sul budget è una proposta che deve essere ancora approvata. Non ci sono certezze che si possa trovare un accordo politico su questa proposta”.

L’importanza della cultura infatti si inserisce in un discorso più ampio che è quello del momento storico che vive l’Unione. “A marzo 2019 la Gran Bretagna uscirà dall’Europa. Vi sono poi venti di nazionalismo in tutta Europa e a fine maggio ci troveremo a votare. In questo scenario diventa vitale avere il contributo delle industrie culturali e creative e di tutti quelli che partecipano al mondo della cultura”.

La cultura è fondamentale per tenere insieme l’Europa, ha concluso Covassi. “La cultura è un momento grande di coesione che ci permette di essere uniti nella diversità”.

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