Dodici mesi di lavoro per raccogliere le buone pratiche, ascoltare il territorio e sperimentare forme di gestione virtuosa e partecipata in rete dei beni culturali sparsi sul territorio nazionale. E’ il programma che attende la neonata Commissione Reti museali e sistemi territoriali del Ministero dei Beni culturali guidata da Daniela Tisi, consigliera del Ministro Alberto Bonisoli su queste tematiche. A margine della tredicesima edizione di Ravello Lab – Colloqui internazionali, in corso nella località campana dal 25 al 27 ottobre, Tisi descrive ad AgCult il lavoro che la Commissione (la prima riunione è prevista a breve) dovrà affrontare nel prossimo anno.

Nei primi 12 mesi, spiega Daniela Tisi, “daremo uno sguardo alla situazione nazionale a livello di gestione dei beni culturali attraverso le buone pratiche nei territori. Nel contempo la Commissione effettuerà delle audizione nei territori. Crediamo infatti che la gestione virtuosa dei beni provenga dal basso. Un ascolto che coinvolgerà associazioni, istituzioni, enti, le fondazioni private, ma anche i semplici cittadini. A breve dovremmo avere la prima convocazione della Commissione con il primo calendario delle audizioni. Quindi questi 12 mesi serviranno per raccogliere le buone pratiche, ascoltare i territori e provare a definire delle aree dove attivare dei progetti pilota che serviranno ad applicare forme di gestione partecipata”.

La Commissione valuterà inoltre “la possibilità di assegnare un marchio nazionale di qualità territoriale, come elemento attrattore e spinta per il territorio che mostrerà una gestione virtuosa dei beni: attenzione quindi alla sostenibilità, alla capacità di far rete e ad altri indicatori che saranno individuati proprio dalla Commissione”.

IL SISTEMA MUSEALE NAZIONALE

La Commissione Reti lavorerà in simbiosi con il Sistema Museale Nazionale. “Ci caleremo nei territori partendo dalle reti che coinvolgono tutto il patrimonio culturale e non solo i musei. La Commissione vuole essere uno sguardo sul territorio avendo in mente la nostra visione rappresentata dal Sistema museale. In questo ambito, diamo spazio alla valorizzazione di quei territori che finiscono per essere periferici ma che rappresentano gran parte della ricchezza italiana”.

OBIETTIVO: QUALITA’ DELLA VITA

Il patrimonio culturale in Italia “non ha confini e mura – spiega ancora Tisi -, si diffonde nel territorio e con esso dialoga. Noi valuteremo quell’aspetto e daremo loro la possibilità di presentarsi al grande pubblico con un’immagine unitaria e di qualità. Un progetto ambizioso, ma da qui dobbiamo partire. E l’intento non è tanto quello di valorizzazione turistica, ma di miglioramento della qualità della vita dei cittadini. All’interno troveranno spazio quindi i servizi, la fruizione dei beni culturali, la gestione sostenibile del patrimonio che parte dal basso inserita, ad esempio, in un piano paesaggistico.

L’altro elemento che sta a cuore alla Commissione e al Ministro è “la possibilità di sperimentare una card museale con l’obiettivo di fare rete. Ma l’aspetto principale è che la gestione complessa del patrimonio culturale passi attraverso le nuove tecnologie”. Come si tradurrà il tutto è in corso di definizione e sarà il compito proprio della Commissione. “Sarà un lavoro di trincea sul territorio. Quando c’è una buona azione sinergica tra enti, istituzioni, soggetti pubblici e privati, cittadini che si uniscono con l’obiettivo del miglioramento della qualità della vita – conclude Tisi -, il ministero deve riconoscere il merito e sostenere questi sforzi. La prospettiva è che, partendo di questi esempi, si inneschi poi un meccanismo per cui tutta l’Italia possa strutturarsi in questa maniera”.

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