L’esperienza delle fondazioni italiane nel recupero e nella rigenerazione degli spazi, è stata al centro di un incontro che si è tenuto a Bari nell’ambito di ArtLab 18. Numerose fondazioni di origine bancaria stanno infatti mettendo in campo autonome e originali modalità di intervento sul tema degli spazi dedicati alla sperimentazione di pratiche e modelli di gestione culturali innovativi e capaci di produrre impatti significativi e duraturi. Investimenti importanti di recupero e rifunzionalizzazione di edifici dismessi sono integrati da forme e strumenti di sostegno alle imprese e alle organizzazioni culturali, con l’obiettivo di accompagnarne la crescita e la costruzione della sostenibilità a medio e lungo termine.

Hanno partecipato al panel Damiano Aliprandi, coordinatore area Ricerca e consulenza della Fondazione Fitzcarraldo, Sandra Aloia, area Innovazione culturale di Compagnia San Paolo, Roberta Franceschinelli, area Cultura di Fondazione Unipolis, Marco Imperiale, direttore generale di Fondazione con il Sud, Andrea Silvestri, direttore generale Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Roberta Franceschinelli ha ripercorso l’impegno di Fondazione Unipolis e del bando Culturability, nato nel 2013 e giunto alla V edizione. Un bando nazionale, ha sottolineato Franceschinelli, “che cerca di intercettare, far emergere e sostenere dei progetti di rigenerazione di spazi a base culturale e creativa, che contengano anche elementi di coesione sociale e innovazione. La taglia progetti è medio piccola, il contributo economico è di 50mila euro. L’obiettivo è appunto quello di andare a riempire di contenuti questi immobili, che possono essere sia di proprietà pubblica che privata”.

“La V edizione del bando è terminata, siamo in un momento di profonda riflessione per capire se Culturability sia ancora utile, ma ancora non abbiamo una risposta. Abbiamo anche messo in piedi uno studio per capire che fine hanno fatto i progetti di questi anni”, ha concluso.

Marco Imperiale ha sottolineato che “i nostri bandi sono più utilizzati nelle aree urbane piuttosto che in quelle interne e su questo stiamo lavorando per studiare iniziative per coinvolgere anche quest’ultime. Un tema importante è la modalità con cui si fa il bando, perché le difficoltà sono tante, soprattutto quella di far parlare tanti soggetti che hanno obiettivi, culture e atteggiamenti diversi”.

Imperiale ha quindi ricordati che la Fondazione “è stata sollecitata per due iniziative molto interessanti: una è la collaborazione con Apulia film commission, con cui abbiamo fatto un bando per la produzione di contenuti audiovisivi che trattano di tematiche sociali. L’altro è un bando che sarà pubblicato l’anno prossimo, in collaborazione con il Mibac, per facilitare la diffusione della pratica della lettura e sarà rivolto alle amministrazioni comunali e al terzo settore per sollecitare iniziative su questo tema”.

Sandra Aloia, di Compagnia San Paolo, ha sottolineato come “il nostro lavoro sia cambiato tantissimo in questi anni, non esiste infatti più solo la suddivisione di aree istituzionali, ma abbiamo ora unità specialistiche con cui lavoriamo, come le unità sul capacity building, sulla comunicazione strategica, etc. Questo per dire che il nostro lavoro sta cambiando e che stiamo cercando di capire quanto i nostri progetti siano efficacissimo”.

 

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